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MONZA-LECCE 0-1
 
Coda fastidiosa per arrivare allo stadio e Coda fastidiosa dentro lo stadio: il pomeriggio del tifoso monzese è tranquillo sollo all’uscita di casa sotto il cielo azzurro. Nella giornata del record di pubblico dell’era Fininvest, con 6858 spettatori all’U-Power Stadium, molti dei circa 5mila supporters biancorossi sono rimasti pazientemente in coda lungo i viali d’accesso all’impianto sportivo anche per un quarto d’ora o più, assaporando quel clima da Serie A che sperano possa finalmente raggiungere la loro squadra del cuore. Certo è che difficilmente ciò succederà se si continuerà a perdere in casa come avvenuto nelle ultime due partite, cosa che in Serie B non succedeva da 21 anni. Questa stagione è stata anche la prima in cui il Lecce ha battuto il Monza sia in trasferta che in casa. E con il successo di oggi i giallorossi hanno pareggiato i conti nella storia delle sfide in cadetterie tra le due squadre.
Non che abbia giocato tanto male la compagine allenata da Giovanni Stroppa: dopo un primo tempo così così si è vista una bella reazione nel secondo, frazione di gioco dove troppo spesso si era assistito a un calo atletico e/o di approccio mentale. Ma se non si segna non si vince e anche oggi contro una “grande” del campionato il Monza ha mostrato tutti i suoi limiti nel reparto offensivo che, nonostante tutti gli innesti del mercato, non riesce a trovare l’assetto migliore. Perché quello attuale con un Mancuso ombra di sé stesso e un centrocampista come Valoti a supporto non può certamente essere l’assetto migliore. Stroppa in sala stampa non ha voluto spiegare il perché Mota, unico attaccante non deludente della stagione, non ha giocato dall’inizio dopo aver riposato nel turno infrasettimanale contro il Pordenone. La sensazione è che il “turnover” non sia stato ben bilanciato: oggi, ad esempio, ci sono stati solo due cambi rispetto a martedì scorso: Donati e Barberis rispettivamente per l’influenzato Sampirisi e il discontinuo Colpani. Mancavano gli infortunati Brescianini, Ramirez, D’Alessandro e Marrone, ma anche il suo omologo Marco Baroni, ex difensore biancorosso come del resto Tuia che ha giocato titolare, aveva indisponibili Dermaku, Faragò e Di Mariano.
 
L’avvio dei biancorossi, anche oggi davanti a “patron” Silvio Berlusconi, è promettente: al 2’ Barberis verticalizza per Mancuso che calcia alto. Il Lecce risponde al 7’ con un destro a giro di Listkowski che centra il palo. La partita è vibrante e nella foga al 24’ Machìn (che per il resto ha disputato un’ottima partita), perde malamente un pallone in area monzese: nel prosieguo dell’azione Listkowski gonfia la rete ma l’arbitro annulla la marcatura salentina su segnalazione del Var per un fallo di Gargiulo sul portiere Di Gregorio. Si assiste poi a una raffica di spioventi pericolosi in area da ambo le parti. Da segnalare l’esposizione in Curva Davide Pieri, in riferimento alla guerra in Ucraina, di uno striscione recante la seguente frase di un brano del cantautore, giornalista e scrittore Gabriele Marconi: “Strade d'Europa nello zaino libertà, forse un giorno l'ombra fuggirà”.
 
Il secondo tempo inizia con Mancuso che sbaglia incredibilmente un rigore in movimento. Al 9’ la partita svolta perché Paletta, che comunque ha disputato un’ottima gara, viene sorpreso dal rinvio del portiere ospite Gabriel per Helgason e lo abbatte al limite dell’area: per l’arbitro e il Var è rigore che il capocannoniere del campionato Coda trasforma (salendo a quota 14 gol). La reazione dei padroni di casa arriva 2’ dopo con Donati che calcia una gran botta dalla distanza che sfila di poco a lato. Entrano Colpani e Mota rispettivamente per Barberis e Mancuso e al 20’ un sinistro di Machìn passa a lato d’un soffio. Gytkjaer rileva Valoti e al 32’ si assiste a un bel contropiede del Monza, con Mota che serve proprio il neoentrato attaccante sulla sinistra: il mancino del danese viene respinto di piede da Gabriel. Stroppa si gioca anche la carta Ciurria come laterale sinistro per Molina, ma di occasioni clamorose non se ne registrano fino ai minuti di recupero. Al 46’ un tiro a giro di Coda finisce sul palo e poi Rodriguez segna sulla ribattuta però il Var annulla anche stavolta per fuorigioco. Al 50’ Gytkjaer viene nuovamente lanciato in contropiede ma si fa respingere la conclusione da Gabriel in uscita.
 
In sala stampa Stroppa ha fatto il finto serafico ma è chiaro che un’altra sconfitta mercoledì prossimo in casa contro il Parma (calcio d’inizio alle ore 18.30) potrebbe costargli la panchina: “Oggi abbiamo perso una possibilità di cambiare la nostra classifica. Io ho assistito a una prestazione eccezionale da parte della squadra. Abbiamo creato i presupposti per fare gol. Meritavamo un risultato diverso: a decidere è stato un episodio. Ora spetta a me ricaricare le batterie dei calciatori. Non bisogna mollare. La formazione di oggi? Per me era la migliore. Contro il Parma non so se recupererò qualcuno degli infortunati”.
 
Baroni ha così analizzato la sfida d’alta classifica (ora il Lecce è primo con la Cremonese mentre il Monza è sesto): “Per il Monza era una partita quasi determinante. Abbiamo giocato con il piglio giusto, con personalità. Sono contento per la prestazione della squadra. Ha dato la sensazione di aver dato tutto.
Complimenti alla squadra ma anche ai tantissimi tifosi. Noi siamo una compagine molto incisiva, con un’alta percentuale di gol rispetto ai tiri, mentre il Monza è bravo nel palleggio”. Un giro di parole per dire che i giallorossi sono concreti, mentre i biancorossi sono “tutto fumo e poco arrosto”. Nel complesso del campionato non ha tutti i torti, anche se ultimamente in Brianza qualche segnale di concretezza (come col Pordenone) s’era visto. Ora tra il Parma e la trasferta di Cittadella di sabato è obbligatorio portare in “cascina” almeno 4 punti di “fieno” per non perdere irrimediabilmente terreno con chi lotta per la promozione diretta.
 
 
FOTO BUZZI
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Il Monza non sa più vincere in casa, anzi perde

MONZA-LECCE 0-1   Coda fastidiosa per arrivare allo stadio e Coda fastidiosa dentro lo stadio: il pomeriggio del tifoso monzese è tranquillo sollo all’uscita di casa sotto il cielo azzurro. Nella giornata del record di pubblico dell’era Fininvest, con 6858 spettatori all’U-Power Stadium, molti dei circa 5mila supporters biancorossi sono rimasti pazientemente in coda lungo i viali d’accesso all’impianto sportivo anche per u

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MONZA-HELLAS VERONA 0-0
 
Niente di nuovo all’U-Power Stadium: il Monza inanella il secondo pareggio a reti bianche consecutivo e conferma di non avere nessuno in rosa in grado di segnare con un minimo di regolarità. Colombo, riproposto come centravanti nella speranza ripetesse la doppietta della gara di andata, e Djuric, finito in panchina nonostante si affrontasse l’Hellas Verona, cioè la squadra dove militava fino a poche settimane fa, fanno solo il solletico alle difese avversarie, e le sottopunte Colpani e Mota sono oggi tornati nell’anonimato. Dal centrocampo si sono invece perse le speranze di ripetere l’exploit della scorsa stagione: a parte i rigori di Pessina lo “score” è pressocché quello della difesa. Le uniche note positive della grigia giornata di oggi sono appunto il “clean sheet” di Di Gregorio e la creazione di qualche occasione in più del solito.
 
Per la sfida contro i veneti l’allenatore del Monza, Raffaele Palladino, che non ha potuto disporre dello squalificato Gomez, degli infortunati Caprari, Vignato, Gori e Ciurria e dell’influenzato D’Ambrosio, ha proposto, rispetto al match pareggiato a Udine, Izzo e Andrea Carboni in difesa rispettivamente per D’Ambrosio e Caldirola, Zerbin a centrocampo per Ciurria e Colombo in attacco per il fresco “ex” Djuric. L’Hellas Verona guidato dall’ex difensore biancorosso Marco Baroni era privo dello squalificato Suslov e dell’infortunato Cruz.
 
Davanti ai 10885 spettatori dell’U-Power Stadium, di cui circa 1300 di fede gialloblù, l’Hellas parte con determinazione e al 2’ Lazovic sorprende la retroguardia brianzola incuneandosi in area ed effettuando un tiro-cross rasoterra che esce a lato di non molto. Il Monza risponde al 6’ con una verticalizzazione di Birindelli per Colombo che insacca nell’angolino ma il guardalinee segnala che il centravanti biancorosso era in posizione di fuorigioco. Nell’azione successiva il gialloblù Swiderski impegna il portiere Di Gregorio. Al 9’ un colpo di testa dello scaligero Folorunsho finisce alto. Al 20’ Zerbin cross dalla sinistra per Birindelli che colpisce di testa in tuffo: Montipò respinge e Colpani in acrobazia manda fuori di poco. Quest’ultimo 4’ dopo calcia fuori da ottima posizione. Al 34’ Andrea Carboni anticipa in scivolata Folorunsho che stava per correggere in rete un corner dalla sinistra di Swiderski. Al 37’ è ancora il Verona pericoloso con Serdar che al volo dal dischetto spara alto. Al 40’ Birindelli pennella dalla destra un cross per Zerbin che, probabilmente indeciso se andare sulla palla di testa o di piede, pasticcia sprecando l’occasionissima. Il frizzante primo tempo si chiude al 43’ con la conclusione di Bondo dal limite che finisce in curva.
 
La seconda frazione di gioco si apre con un colpo di testa di Andrea Carboni che passa alto al 3’. Non succede più nulla di rilevante fino al 19’, quando Serdar spedisce la sfera sopra la traversa. 2’ prima Palladino aveva sostituito Colombo e Mota rispettivamente con Djuric e Valentin Carboni. Al 23’ l’arbitro decreta un rigore per il Monza per un inesistente fallo di Duda su Zerbin ma il Var lo corregge. 2’ più tardi entrano anche Kyriakopoulos e Gagliardini rispettivamente per Zerbin e Bondo e dopo altri 4‘ Pedro Pereira rileva Birindelli. Al 37’ un sinistro di Colpani da oltre 20 metri passa alto, come pure un sinistro di Andrea Carboni dal limite tre giri di lancette d’orologio dopo.
 
In sala stampa Baroni si è mostrato soddisfatto: “Siamo entrati in campo per vincere e non per aspettare, giusto come avevo chiesto. Contro un avversario impegnativo abbiamo disputato un buon primo tempo, mentre nel secondo siamo calati fisicamente, però siamo stati bene in campo. Il pareggio è giusto ma se segnavamo in una delle due prime occasioni il risultato forse sarebbe stato diverso. A gennaio abbiamo cambiato tantissimi giocatori, ma ora c’è tanta partecipazione agli allenamenti. Il mio passato al Monza? Ho giocato un anno in Serie B, nel 1982/83, in una squadra molto giovane che disputò un bellissimo campionato”.
 
Palladino è sorridente ma nasconde un’insofferenza: “Oggi è mancato solo il gol, soprattutto nel primo tempo. Abbiamo avuto un grande approccio alla partita. Siamo stati molto bravi a fare una partita molto solida, non rischiando quasi niente nel primo tempo, ma purtroppo non sbloccandola. Nel secondo tempo il Verona si è chiuso, come fanno quest’anno tante squadre contro di noi, e si è giocato sui duelli. Sono comunque molto soddisfatto: sono contento della prestazione ed è la terza partita senza subire gol. Il nostro cammino continua a essere positivo”. Dopo aver esaltato la prestazione del Monza come se la squadra avesse battuto l’Inter a San Siro (cosa riuscita l’anno scorso e giustamente sottolineata da grandi elogi), Palladino non si è trattenuto lamentandosi del fatto che troppi giornalisti esprimono critiche anche nelle domande in conferenza stampa invece di fare domande solo sulle cose positive… Gli consigliamo allora di andare ad allenare in Russia o in Ungheria, dove le critiche non sono ammesse a nessun livello.
 
Il Monza tornerà in campo domenica prossima alle ore 20.45 ancora all’U-Power Stadium per il derby col Milan.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza non segna neanche all'Hellas Verona

MONZA-HELLAS VERONA 0-0   Niente di nuovo all’U-Power Stadium: il Monza inanella il secondo pareggio a reti bianche consecutivo e conferma di non avere nessuno in rosa in grado di segnare con un minimo di regolarità. Colombo, riproposto come centravanti nella speranza ripetesse la doppietta della gara di andata, e Djuric, finito in panchina nonostante si affrontasse l’Hellas Verona, cioè la squadra dove militava fino a poche se

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MONZA-CAGLIARI 1-0
 
Battendo il Cagliari il Monza confeziona la quarta vittoria nelle ultime 5 partite, avanzando con più forza la propria candidatura per un posto nelle coppe europee. Una ipotesi che fino a un mese fa era assolutamente impensabile.
 
La squadra allenata da Raffaele Palladino ci sta prendendo gusto e, seppur con qualche difficoltà nel concretizzare la mole di gioco in fase offensiva, sembra finalmente solida in fase difensiva e precisa nella costruzione della manovra, miscelando nell’arco delle gare le forze con l’intelligenza tattica, e pure abile nel cambiare in corsa il sistema di gioco, seppur partendo da un ormai affidabile 4-2-3-1.
 
Per la sfida contro i sardi il tecnico napoletano, che non ha potuto disporre dello squalificato Gomez e degli infortunati Caprari, Vignato, D’Ambrosio e Bettella, ha proposto, rispetto al match vinto a Genova, Maldini trequartista per Pessina, a sua volta arretrato a centrocampo per Akpa-Akpro. Il Cagliari allenato da Claudio Ranieri era privo degli infortunati Mancosu, Pavoletti, Luvumbo, Mina, Gaetano e dell’ex biancorosso Petagna.
 
Davanti ai 14145 spettatori dell’U-Power Stadium, di cui quasi 3mila di fede rossoblù, il Monza comincia bene con una ripartenza conclusa da Maldini con un destro che si perde a lato. Poi, pur tenendo il pallino del gioco, i biancorossi non riescono più a pungere, un po’ per il buon assetto difensivo del Cagliari e un po’ per mancanza del guizzo importante in area di rigore avversaria. Il Cagliari si fa vivo al 31’ con un calcio di punizione rasoterra di Lapadula che esce fuori di poco. E al 35’ un colpo di testa di Dossena passa a lato. Si arriva al 42’ quando il Monza passa in vantaggio un po’ a sorpresa: c’è un calcio di punizione da 20 metri e a batterlo va Maldini; l’ex milanista manda la sfera prima a sbattere sulla traversa, poi a superare la linea di poco e quindi in campo, ma sull’orologio dell’arbitro si accende la luce della gol line technology. Per il “figlio d’arte” è il terzo gol nelle ultime 4 partite. Al 46’, infine, un colpo di testa di Mota passa fuori.
 
L’avvio di ripresa vede un Monza determinato e combattivo, che aggredisce alto gli avversari. Al 6’ Colpani calcia fuori. Al 18’ entrano Gagliardini e Zerbin per Mota e Maldini, con il conseguente avanzamento di Pessina sulla tre quarti. 1’ dopo è però il Cagliari a sfiorare il pareggio con un destro dal limite di Deiola che sfila a lato d’un soffio. Al 22’ un colpo di testa debole di Pessina è facile preda di Scuffet. Al 23’ il rossoblù Lapadula segna ma il gol non viene convalidato per fuorigioco dello stesso attaccante. Al 29’ Palladino sostituisce Colpani e Birindelli con Valentin Carboni e Caldirola passando al 3-4-2-1. Al 37’ Colombo rileva Djuric e 1’ dopo il centravanti lanciato in contropiede davanti a Scuffet getta alle ortiche la ghiotta opportunità provando lo scavetto che gli riesce pure malissimo. Al 48’ lo stesso Colombo in posizione defilata scaraventa la sfera addosso al portiere.
 
In sala stampa Ranieri si mostra dispiaciuto per il risultato, ma non per la prestazione: “Credo che oggi abbiamo tirato in porta solo una volta. Quando ti mancano i giocatori più imprevedibili qualcosa paghi. Nel primo tempo abbiamo giocato alla pari, nel secondo dovevamo cercare di pareggiare ma non ci siamo riusciti. Ed è andata bene che loro non hanno chiuso la partita nelle varie occasioni che hanno avuto. Comunque oggi abbiamo perso solo 1-0 e su calcio di punizione col Monza, che ha tutto e che ha un allenatore che ha tirato su una bella squadra forte. Sono soddisfatto della prova dei miei giocatori. Ci dispiace non aver dato una gioia ai tanti tifosi del Cagliari del Nord Italia”.
 
Palladino sprizza felicità da tutti i pori: “È stata una bellissima vittoria, anche se non giocata bene tecnicamente per merito anche del Cagliari che si difendeva bene. Poi Maldini ha tirato fuori dal cilindro una perla. Nel secondo tempo è venuto fuori lo spirito di squadra e abbiamo rischiato zero. C’è solo il rammarico di non aver segnato la rete del 2-0. Sono orgoglioso di quello che stiamo facendo. È l’undicesima partita che non subiamo reti. Nelle ultime 9 partite dovremo essere la mina vagante, cercando di stare attaccati alle grandi squadre. L’obiettivo adesso è fare più punti dello scorso campionato, poi si vedrà. Maldini? Il piede buono ce l’ha nel Dna, però gli ho detto che fino al gol non aveva giocato bene. Birindelli? Continua a crescere, ma deve migliorare le scelte sull’ultimo passaggio. Quanti giorni di riposo avranno i ragazzi? Qualche settimana fa avevamo stabilito una tabella in base ai punti conquistati e loro hanno ottenuto il massimo”.
 
Giorni di riposo che arrivano per via della pausa del campionato dovuta agli impegni delle Nazionali: il Monza tornerà in campo sabato 30 marzo alle ore 15 quando sarà ospite allo Stadio Olimpico - Grande Torino.
 
 
 FOTO AC MONZA
 
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Il Monza non si ferma più, battuto anche il Cagliari

MONZA-CAGLIARI 1-0   Battendo il Cagliari il Monza confeziona la quarta vittoria nelle ultime 5 partite, avanzando con più forza la propria candidatura per un posto nelle coppe europee. Una ipotesi che fino a un mese fa era assolutamente impensabile.   La squadra allenata da Raffaele Palladino ci sta prendendo gusto e, seppur con qualche difficoltà nel concretizzare la mole di gioco in fase offensiva, sembra finalmente

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MONZA-NAPOLI 2-0
 
Il Monza non si ferma davvero più: all’U-Power Stadium batte per 2-0 il Napoli neocampione d’Italia (tra l’altro la prima vittoria casalinga contro i partenopei in 7 gare ufficiali nella storia) e allunga a 7 gare la striscia positiva, mantenendo in vita la speranza di agguantare l’8° posto che potrebbe regalare la qualificazione alla Conference League.
 
La squadra allenata da Raffaele Palladino ha approfittato dell’evidente mancanza di motivazioni degli azzurri guidati da Luciano Spalletti, che tra l’altro ha operato un abbondante “turnover”, lasciando in panchina mezza formazione titolare. I biancorossi hanno invece giocato proprio come se la qualificazione alle coppe europee fosse raggiungibile, con attenzione, determinazione e voglia di correre. Tra l’altro, forse è stata la prima volta in stagione che allo stadio di Monza erano presenti più tifosi della squadra ospite che di quella di casa. In totale oggi riempivano quasi completamente l’U-Power Stadium 14455 spettatori, che hanno fruttato l’incasso record nella storia del club brianzolo: 683521,46 euro.
 
Per questa partita Palladino, oltre a dover fare a meno dell’infortunato Colpani, sostituito da Caprari, ha preferito Marlon all’acciaccato Pablo Marì in difesa, Rovella a Machin a centrocampo e Petagna a Valoti nel reparto offensivo.
Spalletti, che non ha potuto disporre degli infortunati Mário Rui e Lozano, ha appunto optato per un mezzo “turnover”.
 
Il Napoli inizia col botto: dopo 10” Zielinski calcia fuori di poco da posizione defilata. Dopo qualche minuto, però, il Monza prende il controllo del gioco e imbastisce azioni lente ma efficaci. Al 6’ Mota calcia praticamente un rigore ma Lobotka devia in corner il pallone appena partito dal suo piede. Al 15’ una conclusione di Carlos Augusto viene deviata in corner da Juan Jesus. 3’ dopo, comunque, i biancorossi passano in vantaggio al termine di una bellissima azione di contropiede infiocchettata da Mota. La reazione del Napoli è debole: la manovra non è incisiva per mancanza di tecnica e obiettivi di squadra. Al 35’ Rrahmani sparacchia alto da 10 metri. Solo al 40’ Di Gregorio è chiamato a una grande respinta su Anguissa.
 
Il Monza inizia bene anche il secondo tempo e al 9’ raddoppia: Mota, lanciato da Izzo, entra in area sulla destra e calcia una botta che Gollini respinge sui piedi di Petagna; il centravanti ancora di proprietà del Napoli esegue una serie di finte e poi piazza la sfera nell’angolino. 2’ dopo c’è un altro contropiede di Mota: l’attaccante portoghese costringe Gollini alla deviazione in corner. Il Napoli si fa vivo al 19’ quando Di Gregorio deve respingere un colpo di testa ravvicinato di Olivera. Al 24’ Birindelli rileva Caprari e Ciurria si sposta sulla tre quarti. 1’ dopo l’azzurro Osimhen spara alle stelle. Al 29’ un destro a giro di Kvaratskhelia viene bloccato a terra da Di Gregorio. Sensi rimpiazza Rovella e Di Gregorio, grande protagonista del match, respinge anche la conclusione di Zielinski. Al 38’ Palladino sostituisce Pessina, Izzo e Petagna rispettivamente con Machìn, Antov e Carboni, con Mota che va a fare il centravanti. Nel finale ci si aspetta un Napoli più arrembante ma è il Monza a rendersi più pericoloso con una serie di azioni di contropiede sprecate malamente dai biancorossi per mancanza di visione di gioco o per “venezianismo” di qualche singolo.
 
In conferenza stampa Spalletti ha parlato di motivazioni, palloni persi e Monza: “Se un calciatore professionista dopo aver ottenuto un certo obiettivo cambia organizzazione, impostazione, disciplina nel modo di fare, o si demotiva, significa che è limitato. Non devo essere io a motivare i giocatori dopo che hanno vinto lo scudetto. Oggi abbiamo perso troppi palloni. Se si perdono tutti questi palloni si prendono più ripartenze, che significa fare più fatica e di conseguenza perdere lucidità e quindi perdere ancora più palloni. Poi Palladino è un ottimo allenatore che sa fare bene il suo lavoro grazie anche a una società che ha costruito una squadra di livello. Oggi ho apprezzato poco il Monza perché ci ha fatto perdere. Ho apprezzato il cartello sulla porta del nostro spogliatoio con scritto Benvenuto Napoli anche perché nessun’altra società lo ha fatto. E poi devo fare i
complimenti a Petagna che ha giocato bene e ha fatto un gran gol”.
 
Palladino è assolutamente soddisfatto, ma le sue parole fanno intendere che difficilmente resterà a Monza a fine stagione: “Nel secondo tempo ci siamo abbassati troppo e a me non piace difendermi solamente. E qualche ripartenza potevamo farla meglio. Sono comunque soddisfatto di questa ennesima grande prestazione. Mi è piaciuto l’atteggiamento, la corsa, la voglia di lottare su tutti i palloni. Abbiamo fatto un’ottima fase difensiva nel primo tempo, abbiamo avuto personalità nel gioco, siamo stati pericolosi in avanti. Anche quelli entrati dopo hanno fatto bene. Oggi do 10 a tutti quanti. Anche Petagna oggi è stato grande: si merita queste soddisfazioni dopo i problemi fisici che ha avuto. Mota sta dimostrando tutto il suo valore: ha caratteristiche che mi permettono di farlo giocare dappertutto, infatti potrei anche schierarlo come esterno di centrocampo. È un ragazzo intelligente, che ha fatto uno scatto anche dal punto di vista mentale. È destinato a fare una grandissima carriera. Questa è una squadra forte che però perderà tanti giocatori tra rientri da prestiti e contratti scaduti. Questo gruppo non ci sarà più. L’anno prossimo sarà l’anno più difficile. Questa società è però capace di programmare e avrà un grande futuro. Il Napoli? È sempre bello affrontare la squadra della mia città. Ero un po’ emozionato prima della partita per i tanti tifosi napoletani presenti in città. Faccio un applauso al popolo monzese che ha accolto bene i tifosi napoletani”.
 
Il Monza tornerà in campo venerdì prossimo alle ore 20.45 al Mapei Stadium – Città del Tricolore di Reggio Emilia contro il Sassuolo.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza non si ferma più, battuto anche il Napoli campione

MONZA-NAPOLI 2-0   Il Monza non si ferma davvero più: all’U-Power Stadium batte per 2-0 il Napoli neocampione d’Italia (tra l’altro la prima vittoria casalinga contro i partenopei in 7 gare ufficiali nella storia) e allunga a 7 gare la striscia positiva, mantenendo in vita la speranza di agguantare l’8° posto che potrebbe regalare la qualificazione alla Conference League.   La squadra allenata da Raffaele Palladino h

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SAMPDORIA-MONZA 0-3
 
Ora Monza ha una squadra di Serie A e un allenatore di Serie A. Se la vittoria sulla Juventus era un indizio, quella di oggi sonante al “Luigi Ferraris” di Genova sulla Sampdoria è la prova. Raffaele Palladino è riuscito in pochi giorni a trasformare il gruppo biancorosso in una “macchina da guerra”. Tattica, tecnica, gambe, cuore: ora gli ingredienti per fare bene ci sono tutti. Capitan Pessina e compagni hanno annichilito la formazione ligure e ammutolito lo stadio di Marassi. Nel primo storico incontro tra le due squadre nella massima serie il Monza non solo ha vinto per la prima volta (all’ottavo tentativo) in casa dei blucerchiati, ma ha vinto per la prima volta in Liguria in incontri di A e di B (al ventottesimo tentativo).
 
Palladino, che oggi ha dovuto fare a meno di Petagna, Marlon e Marrone, ha confermato la formazione vittoriosa sulla Juventus fatta eccezione, appunto, per Marlon, rimpiazzato in difesa da Caldirola (inserito però a sinistra con lo spostamento a destra di Izzo). Giampaolo (in tribuna perché squalificato) non ha avuto a disposizione Winks, De Luca, Malagrida e Segovia.
 
Davanti a 20mila spettatori, di cui circa 1500 di fede biancorossa, il Monza parte bene, contenendo la Sampdoria con ordine e ripartendo con passaggi precisi, e all’11’ passa in vantaggio con una bella combinazione: Sensi lancia Ciurria che dal fondo mette in mezzo per Pessina, bravo a farsi trovare pronto a insaccare in corsa a un passo dalla linea di porta. La reazione blucerchiata è debole. Solo al 28’ si registra una conclusione da fuori di Sabiri che viene deviata in corner da Di Gregorio. Poco prima e poco dopo è stata invece la squadra biancorossa a rendersi pericolosa, prima con un sinistro di Pessina da fuori respinto di pugno da Audero e poi con Rovella che dal limite cerca l’angolino trovando il portiere di casa pronto a respingere. Al 38’ Gabbiadini spara fuori. Al 43’ un sinistro di Ciurria dalla distanza finisce in curva. I brianzoli tremano al 47’ quando l’arbitro assegna un rigore per un presunto fallo di Pablo Mari su Rincon: fortunatamente c’è il Var che lo corregge.
 
Il secondo tempo si apre con un sinistro dal limite di Bereszynski che passa a lato di poco. Al 14’ Caprari perde il tempo della conclusione da buona posizione. 2’ dopo Gytkjaer sostituisce un appannato Mota. Al 19’ una conclusione debole di Pessina viene bloccata senza difficoltà da Audero. Altri 3’ e il Monza ipoteca la vittoria: Ciurria crossa in area, un blucerchiato devia dove c’è Caprari che al volo batte Audero. Palladino toglie l’infortunato Izzo e Ciurria e inserisce il reintegrato Donati e Birindelli. I padroni di casa fanno girare palla ma non arrivano mai a impensierire Di Gregorio. Al 38’ Barberis e D’Alessandro rilevano Pessina e Caprari. Il finale è ricco di azioni di contropiede biancorosse. Al 40’ D’Alessandro ne spreca uno tentando la soluzione personale. Al 45’ un diagonale di Gytkjaer sfila di poco a lato. A 10” dal triplice fischio, però, Sensi conclude con un destro a giro una splendida azione corale. Tra i tifosi ospiti è un tripudio, che va avanti per ore dentro allo stadio e lungo la strada del ritorno.
 
In sala stampa Palladino è stato accolto dai complimenti dei giornalisti: “La mia squadra è stata formata dalla proprietà in maniera ottimale, con giocatori forti e giovani di prospettiva. Sinceramente non mi aspettavo di trovare dei ragazzi cosi intelligenti da capire subito cosa chiedevo. Ho cercato di dare intensità agli allenamenti e cosi questa intensità si trasforma in aggressività in partita. Abbiamo ottenuto due vittorie autorevoli ma possiamo fare ancora meglio. In fase di non possesso palla siamo stati perfetti, ma in fase di possesso voglio vedere più coraggio. Non è ancora la squadra che vorrei. I risultati delle prime giornate avevano spento un po’ il gruppo dal punto di vista caratteriale. Io ho cercato di ricreare un gruppo coeso anche aumentando le cene di squadra. Oggi la difesa è stata spettacolare, vincendo praticamente tutti i duelli. Ma anche davanti hanno giocato benissimo contribuendo pure molto alla fase difensiva. Ciurria mi aveva impressionato già dopo 2 giorni di allenamento anche per l’intelligenza e la voglia di imparare continuamente. Donati l’ho rivoluto in rosa perché alza il livello dell’allenamento e poi in campo mette tanta personalità. La Sampdoria? Siamo stati noi bravi a limitarla. Berlusconi e Galliani erano felici e il presidente pure divertito”. Per la Sampdoria non ha parlato nessuno, neppure l’allenatore in seconda Francesco Conti.
 
Si tornerà in campo domenica prossima alle ore 15 all'U-Power Stadium: l'avversaria sarà ancora ligure perché in Brianza arriverà lo Spezia.
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Il Monza non si ferma più. Travolta la Sampdoria a Genova

SAMPDORIA-MONZA 0-3   Ora Monza ha una squadra di Serie A e un allenatore di Serie A. Se la vittoria sulla Juventus era un indizio, quella di oggi sonante al “Luigi Ferraris” di Genova sulla Sampdoria è la prova. Raffaele Palladino è riuscito in pochi giorni a trasformare il gruppo biancorosso in una “macchina da guerra”. Tattica, tecnica, gambe, cuore: ora gli ingredienti per fare bene ci sono tutti. Capitan Pessina e comp

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MONZA-S.P.A.L. 0-0
 
La partita del ritorno in Serie B dopo 19 anni non è finita come si sperava per i tifosi del Monza. D’accordo che la SPAL è appena retrocessa dalla A, ma le attese per la “corazzata” biancorossa allestita da “patron” Silvio Berlusconi e dall’amministratore delegato Adriano Galliani non sono state soddisfatte, complice pure un rigore fallito dal neoacquisto Christian Gytkjaer. Pure il gioco non è che abbia entusiasmato: il primo tempo è stato al limite del soporifero, con le due squadre che si guardavano in cagnesco, ma senza provare l’affondo; la ripresa un po’ più vivace, con due pali e, appunto, il rigore sbagliato dal centravanti danese. Nella prima frazione i centrocampisti biancorossi sono parsi timidi nel provare a dribblare, con la conseguenza che le due punte sono state senza rifornimenti. I cambi del secondo tempo, decisamente tardivi, hanno cambiato volto alla squadra: con la gioventù si è rischiato qualcosa di più ma si è anche osato di più; nel finale non era solo Machìn, che ha disputato la sua miglior partita col Monza, a illuminare là davanti; peccato che Maric e Gytkjaer hanno deluso, mentre Mota è stato al solito vivace e sicuramente meglio messo a livello di preparazione. Incomprensibile la scelta di buttare nella mischia Finotto e D’Errico, protagonisti nel pre-campionato, solo al 90’. I 5 cambi, che poche squadre come il Monza si possono permettere, andrebbero sfruttati meglio.
 
Nell’ex Stadio Brianteo, ora U-Power Stadium, davanti a soli 956 spettatori infreddoliti (il biglietto costava 30 euro e la partita, alle ore 16.45 di un venerdì lavorativo, è stata trasmessa in diretta tv su Rai 2) e con la solita mesta atmosfera “da coronavirus” (attivate tutte le misure per contrastare la diffusione del contagio), si è svolta prima del fischio d’inizio dell’arbitro internazionale Daniele Orsato una piccola cerimonia d’inaugurazione del campionato cadetto.
Poi le squadre sono scese in campo e il tecnico dei brianzoli Cristian Brocchi ha sorpreso un po’ gli ”addetti ai lavori” con scelte che poco rispecchiavano quanto visto nel pre-campionato. Per cui il Nazionale Under 21 azzurro Colpani è stato preferito a capitan D’Errico e il bosniaco naturalizzato croato Maric al Nazionale Under 21 portoghese Mota, tanto per fare due confronti. I nuovi acquisti Di Gregorio, Carlos Augusto, Bettella, Frattesi e Barillà sono stati spediti in panchina. L’undicesimo acquisto, l’ex Nazionale ghanese Kevin-Prince Boateng, era in tribuna in attesa del deposito del contratto e in compagnia dell’ex allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri.
 
Il 4-3-1-2 di Brocchi viene contrastato dal 3-4-3 dell’esperto della categoria Pasquale Marino, tecnico fumantino che anche oggi si è fatto espellere nel finale. La SPAL gioca leggermente meglio del Monza, ma si schianta contro la difesa locale. Quindi il taccuino è sbilanciato per i padroni di casa. All’11’ ci prova Gytkjaer e al 24’ Paletta ma fanno il solletico. Al 34’, invece, Barberis tocca a destra per Colpani che crossa in mezzo dove Maric con un colpo di testa costringe Berisha a una respinta d’istinto. Al 40’ Machìn strappa applausi per un numero di classe in area, ma la bella palla che infine scodella per i compagni trova prima la testa di un avversario.
 
Nella ripresa i biancorossi ci provano ma ancora timidamente, con D’Alessandro, Maric, Colpani e Barberis. Barillà entra al posto di Colpani e la SPAL sfiora il gol con Strefezza che appena dentro l’area calcia un destro che lambisce il palo. È il momento dei ferraresi, che 3’ dopo colpiscono un palo con D’Alessandro al termine di una bellissima serpentina in area. Il Monza risponde con un palo di Armellino, centrato con un colpo di testa su corner di Barberis; sulla respinta, tra l’altro, c’è Barillà ma calcia alto. Brocchi sostituisce Armellino e Maric rispettivamente con Frattesi e Mota. Al 36’ Dickmann contrasta fallosamente Sampirisi in area e Orsato indica il dischetto: il penalty è calciato debolmente da Gytkjaer e Berisha intuisce e neutralizza. Proprio al 90’, oltre ai due cambi tardivi di Brocchi, si registra la parata salva-risultato di Berisha su tiro di Mota.
 
In sala stampa Brocchi ha poi esaltato la prestazione della sua squadra, affermando che meritava di vincere (invece il pareggio è stato giusto) e che il Monza ha affrontato una squadra di Serie A (peccato che a differenza dei biancorossi gli emiliani non siano considerati dai giornali specializzati un team di prima fascia al momento…). La favola è proseguita così: “Vincere sarebbe stato bellissimo. I ragazzi hanno giocato un’ottima partita, sono stati ordinati, hanno mostrato grande personalità, hanno lottato su ogni palla. Il Monza ha superato alla grande questa prova. Boateng? Ha grande qualità e grande personalità. È la ciliegina sulla torta di questa squadra”. Vabbè, speriamo che nel frattempo la torta non vada a male...
 
Per la seconda giornata di campionato il Monza si recherà a Empoli dove affronterà gli azzurri sabato prossimo alle 16.15. Prima, però, esordirà in Coppa Italia: la gara secca per il secondo turno preliminare allo U-Power Stadium è stata anticipata da mercoledì a martedì, alle ore 20.45, perché sarà trasmessa in diretta tv su Rai Sport.
 
FOTO BUZZI
 
 
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Il Monza non trasforma un rigore e con la SPAL finisce 0-0

MONZA-S.P.A.L. 0-0   La partita del ritorno in Serie B dopo 19 anni non è finita come si sperava per i tifosi del Monza. D’accordo che la SPAL è appena retrocessa dalla A, ma le attese per la “corazzata” biancorossa allestita da “patron” Silvio Berlusconi e dall’amministratore delegato Adriano Galliani non sono state soddisfatte, complice pure un rigore fallito dal neoacquisto Christian Gytkjaer. Pure il gioco

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MONZA-BOLOGNA 0-0
 
Terzo pareggio consecutivo e soli 3 punti in 4 gare per il Monza, che soffre la mancanza di un “bomber” in organico. Carenza che si spera verrà colmata dall’imminente arrivo, confermato a fine partita dall’allenatore Raffaele Palladino, di “Papu” Gomez, attaccante argentino, ex idolo dei tifosi atalantini, che qualche settimana fa ha rescisso il contratto col Siviglia. Purtroppo anche oggi in casa contro il Bologna (che il Monza non batte in campionato tra le mura amiche da 41 anni) nessuno è stato in grado di concretizzare le occasioni da gol, che peraltro a differenza di sabato scorso contro la Lazio sono state anche piuttosto scarse. Per la verità il Bologna ha meritato il pareggio e avrebbe anche segnato un gol apparso regolare, ma anche il Monza recrimina per un rigore non concesso per fallo su Vignato. In generale l’arbitraggio ha destato molte perplessità.
 
Davanti ai soli 9mila spettatori dell’U-Power Stadium, di cui 600 di fede rossoblù, Palladino, che non ha potuto disporre degli infortunati Caprari e Bettella, ha proposto rispetto al match pareggiato a Roma contro la Lazio una sola novità: Andrea Carboni in difesa a sinistra al posto di Caldirola che a sua volta ha giocato in mezzo al posto di Pablo Marì. Il Bologna guidato da Thiago Motta era privo degli infortunati Soumaoro, Posch e Lucumí.
 
Dopo un avvio impacciato il Monza si sveglia al 15’: su un cross dalla destra di Colpani svetta Mota che insacca alle spalle di Skorupski, ma il Var annulla per fuorigioco millimetrico. Non succede nulla di interessante fino al 33’ quando Skorupski allontana un tiro-cross di Colpani; sul capovolgimento di fronte Di Gregorio respinge un potente sinistro di Orsolini.
 
La ripresa è molto più vivace, anche perché gli animi in campo via via si scaldano per alcuni interventi un po’ rudi e per la gestione imperfetta dei cartellini da parte dell’arbitro. Al 2’ Ferguson insacca di testa su cross di Lykogiannis dalla sinistra ma il direttore di gara annulla per un presunto precedente fallo di Zirkzee su Caldirola. Al 6’ un rasoterra di Zirkzee viene bloccato da Di Gregorio; sul ribaltamento di fronte Colpani di sinistro manda a lato. Il Monza si fa vivo all’11’: Skorupski para in due tempi una conclusione di Mota. Al 17’ Beukema colpisce debolmente la palla sottoporta e Di Gregorio ringrazia. Palladino provvede a sostituire Mota e Kyriakopoulos rispettivamente con Vignato e Birindelli, spostando Ciurria sulla fascia destra, e dopo 4’ è costretto a togliere Andrea Carboni per infortunio: entra Pablo Marì e Caldirola si sposta a sinistra. Al 23’ un destro dal limite di Zirkzee viene bloccato da Di Gregorio. Il Monza ci prova al 28’, ma Vignato mette fuori d’un soffio sul cross dalla destra di Birindelli anche perché subisce una carica da Aebischer che l’arbitro e il Var non vedono. Al 33’ entrano anche Maric e Machìn rispettivamente per Colombo e Colpani, ma a parte per qualche cross la porta felsinea non corre seri pericoli, neanche nei 4’ più 5’ di recupero in cui il Monza ha giocato in superiorità numerica per l’espulsione per proteste reiterate di Saelemaekers, che era subentrato nel secondo tempo.
 
In sala stampa Motta ha un diavolo per capello: “A me fanno male le ingiustizie. Questi sbagli così chiari, evidenti, che vedono tutti mi dispiacciono tanto. Non si può commettere un errore del genere come quello sul nostro gol. È come se io mettessi in campo 10 giocatori anziché 11. Non vorrei essere nei panni dell’arbitro dopo questo macroscopico errore… Oggi non riesco a digerire questa cosa qua. La partita? È stata aperta finché eravamo 11 in campo. È stata giocata bene da entrambe le squadre”.
 
In sala stampa Palladino è soddisfatto nonostante il pareggio: “Oggi abbiamo affrontato una squadra forte guidata da un allenatore bravo. Noi abbiamo fatto una grande prestazione, ci siamo difesi bene, abbiamo attaccato bene. Siamo stati pericolosi davanti ma è mancato il guizzo. La partita è stata rovinata da due errori arbitrali: il gol annullato al Bologna e il rigore clamoroso non concesso a Vignato. Però da parte nostra dobbiamo alzare l’asticella. In 6 partite abbiamo segnato solo 4 gol ma ci è girata anche male. Mota? Non è partito bene ma poi ha disputato una buonissima partita, sacrificandosi tanto in fase difensiva. È uscito stremato. Però può fare di più. La sostituzione di Colpani? Due giorni fa ha patito un virus intestinale e non si è allenato per 2 giorni; sono comunque contento di quanto fatto dal suo sostituto Machìn. L’arrivo di Gomez? È una pista che seguivamo da tempo e sono felice. Lo aspettiamo a braccia aperte”.
 
Il Monza tornerà in campo lunedì prossimo alle ore 18.30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia dove troverà come avversario il Sassuolo reduce dalle prestigiose vittorie contro la Juventus in casa e l’Inter a San Siro.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza non vince più ma arriva "Papu" Gomez

MONZA-BOLOGNA 0-0   Terzo pareggio consecutivo e soli 3 punti in 4 gare per il Monza, che soffre la mancanza di un “bomber” in organico. Carenza che si spera verrà colmata dall’imminente arrivo, confermato a fine partita dall’allenatore Raffaele Palladino, di “Papu” Gomez, attaccante argentino, ex idolo dei tifosi atalantini, che qualche settimana fa ha rescisso il contratto col Siviglia. Purtroppo anche oggi in casa con

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Atmosfera bollente in quel di Monza alla vigilia del derby col Brescia che deciderà quale lombarda affronterà nelle finali dei play-off di Serie B la vincente della doppia sfida tra Pisa e Benevento. Il 2-1 conquistato allo stadio Mario Rigamonti ha riportato ottimismo in casa biancorossa, ma la tensione resta alta perché le “rondinelle” non verranno certamente in Brianza a farsi una gita: con una vittoria con 2 gol di scarto volerebbero loro alle finali. E quelle viste nei primi 20’ di mercoledì scorso ne possono fare al Monza ben più di 2… L’allenatore della squadra brianzola Giovanni Stroppa è apparso sereno dopo la rifinitura: “Dopo il successo nella gara di andata delle semifinali non c’è euforia tra i giocatori perché sono consapevoli che si è giocato solo un tempo. Mentre è giusto che sia tornato entusiasmo nella piazza dopo la prestazione di Brescia. Domani inizieremo la partita con un piccolo vantaggio, ma sarà una gara di sofferenza, una battaglia sportiva. Il Brescia è una squadra che con poco può far male. Non possiamo concedere quello che abbiamo concesso nella gara di andata. Sia a Perugia che a Brescia non abbiamo sbagliato approccio, ma inizialmente non siamo riusciti a fare le cose che dovevamo fare, anche per merito degli avversari. Vedremo se domani il Brescia sarà così bravo a contenerci… Comunque la reazione dei miei ragazzi in entrambe le partite è stata buona. Con tutti questi incontri ravvicinati aumentano stanchezza e infortuni per i giocatori. A proposito, le polemiche sui due gravi infortuni occorsi nella gara di andata a giocatori del Brescia non mi toccano. Sono state situazioni fortuite e tra l’altro nel primo caso è stato il loro portiere a travolgere il compagno di squadra. Sono particolarmente dispiaciuto per Sabelli, che si è fratturato le apofisi di quattro vertebre lombari: anche Carlos Augusto che si è scontrato con lui è molto dispiaciuto. Non solo il Brescia, ma anche noi dovremo fare la formazione domani in base a chi avrà recuperato o meno da infortuni e affaticamenti. Rispetto a mercoledì avremo a disposizione Caldirola, che era squalificato, e Sampirisi, mentre Mazzitelli forse sarà recuperato pienamente. Abbiamo però perso Pedro Pereira perché a Brescia si è distorto una caviglia”. Restano indisponibili Valoti, Ramirez, Favilli e Siatounis.
 
Il match dell’U-Power Stadium sarà trasmesso in diretta tv alle ore 21 su Helbiz Media, Sky Sport e Dazn.
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Il Monza ospita il Brescia sognando le finali dei play-off

Atmosfera bollente in quel di Monza alla vigilia del derby col Brescia che deciderà quale lombarda affronterà nelle finali dei play-off di Serie B la vincente della doppia sfida tra Pisa e Benevento. Il 2-1 conquistato allo stadio Mario Rigamonti ha riportato ottimismo in casa biancorossa, ma la tensione resta alta perché le “rondinelle” non verranno certamente in Brianza a farsi una gita: con una vittoria con 2 gol di scarto volerebbe

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Monza-Salernitana di domani alle ore 15 chiuderà la prima parte del campionato di Serie A, quella pre-Mondiale: l’obiettivo per la squadra brianzola è quello di arrivare alla pausa di quasi due mesi in serenità e con ottimismo in vista della ripresa di gennaio. Dopo la sfortunata sconfitta di Roma contro la Lazio sarà necessario vincere, ma per l’allenatore Raffaele Palladino sarebbe importante anche il pareggio. “Domani sarà una partita importantissima – ha dichiarato il tecnico partenopeo in sala stampa prima delle rifinitura - Non dobbiamo guardare il programma degli altri scontri diretti per la salvezza della giornata, ma pensare solo a noi. E dovremo fare una partita di livello se vorremo portare a casa almeno un punto. Dovremo giocare con gli artigli, mettendo in campo il 110%. Sono amico dell’allenatore avversario Davide Nicola, abbiamo un ottimo rapporto. Ultimamente ci siamo sentiti poco, ma mi sono trovato bene con lui a Crotone quando ci giocavo. Non mi sorprende quanto sta facendo con la Salernitana. È una squadra organizzata, coraggiosa, che mette intensità. Noi dobbiamo pensare che sarà l'ultima partita per un bel po' di tempo e dunque che dovremo affrontarla come fosse una finale. Caprari in panchina a Roma? Da Caprari mi aspetto di più sotto il profilo realizzativo e della personalità. Sto aspettando la sua qualità dell'anno scorso. Per domani si gioca la maglia da titolare con Mota, Valoti, Vignato e Machìn, che ha giocato bene al suo posto contro la Lazio. È da due mesi che sono l’allenatore della prima squadra del Monza: sono stati due mesi molto belli, molto intensi, di grande crescita personale e professionale. Aldilà di vittorie e sconfitte, abbiamo fatto un bellissimo percorso, che ha portato entusiasmo alla squadra. Siamo belli carichi per domani e superconcentrati. Il momento più bello di questi due messi è stata la partita con la Juventus: è stata di svolta per il morale e per la consapevolezza dei nostri mezzi. Poi è seguito un percorso di crescita e il gol annullato a Petagna contro la Lazio poteva dare una ulteriore svolta. In mezzo tra la prima e l’ultima partita abbiamo fatto ancora tanti errori, ma siamo cresciuti e cresceremo ancora. Purtroppo non abbiamo avuto modo di analizzare la partita di Roma perché siamo tornati tardi a Monza. Abbiamo solo fatto una chiacchierata coi ragazzi per valutare in cosa dobbiamo migliorare. Ad esempio nella fase realizzativa perché, per quante occasioni abbiamo, concretizziamo poco. E noi dobbiamo arrivare a 35 punti per conquistare la salvezza. Comunque abbiamo guardato il fermo immagine del fuorigioco di Petagna costato l’annullamento del suo gol e, aldilà se la linea tirata dal Var doveva stare più avanti o più indietro, è rimasto il rammarico. Le convocazioni in Nazionale? Non mi sorprende che Pessina sia tornato in maglia azzurra: lui non solo è un amico, ma è un po' l'allenatore in campo. È un ragazzo superintelligente e di grande spessore umano. È il giocatore che ogni allenatore vorrebbe in squadra. Sono felice per lui e per il Monza dato che è la prima volta nella storia che un suo giocatore viene convocato in Nazionale. Speravo anche nella convocazione di Izzo, ma ci spero ancora per le prossime partite perché qui a Monza può alzare il suo livello di prestazione. Il mercato di gennaio? Il nostro è un gruppo molto ampio: bisognerà sfoltirlo perché siamo davvero troppi”.

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Il Monza ospita la Salernitana nell'ultimo match del 2022

Monza-Salernitana di domani alle ore 15 chiuderà la prima parte del campionato di Serie A, quella pre-Mondiale: l’obiettivo per la squadra brianzola è quello di arrivare alla pausa di quasi due mesi in serenità e con ottimismo in vista della ripresa di gennaio. Dopo la sfortunata sconfitta di Roma contro la Lazio sarà necessario vincere, ma per l’allenatore Raffaele Palladino sarebbe importante anche il pareggio. “Domani sarà una par

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MONZA-ATALANTA 0-2
 
Quinta partita in Serie A e quinta sconfitta per il Monza, che non sembra davvero essere in grado di competere nella categoria, sia per i continui svarioni difensivi che per l’aridità del reparto offensivo, privo di un vero “bomber”. Contro l’Atalanta, issatasi al primo posto in solitaria (mai successo nella sua storia), la squadra allenata da Giovanni Stroppa ha mostrato ancora un bel calcio, spettacolare nei primi minuti, ma alla fine non ha raccolto nulla perché nel calcio vince chi segna, non chi tiene maggiormente il possesso della palla. Salvo clamorose decisioni notturne l’allenatore non verrà esonerato, ma difficilmente salverà la panchina se anche nello scontro diretto di Lecce di domenica prossima (calcio d’inizio alle ore 15) non porterà a casa punti oltre al bel gioco.
 
Contro i nerazzurri bergamaschi Stroppa ha dovuto fare a meno degli infortunati D’Alessandro, Andrea Ranocchia e Carboni, il primo, unico titolare, rimpiazzato ancora nell’“undici” da Caldirola con l’avanzamento sulla fascia di Carlos Augusto. Oggi è rientrato Pablo Mari al centro della difesa mentre l’esordio del neoacquisto Rovella come centrocampista a scapito di Machin e il debutto da titolare di Mota in attacco, preferito a Petagna, sono state scelte tecniche dell’allenatore di Mulazzano. Il tecnico dei bergamaschi Gian Piero Gasperini lamentava invece le importanti assenze di Zapata e Muriel.
 
Davanti a 12mila spettatori, tra cui gli allenatori disoccupati Cristian Brocchi e Massimo Oddo e il commissario tecnico della Nazionale Under 21, Paolo Nicolato, il Monza ha un avvio fulminante. Dopo 30” va vicinissimo alla rete con una conclusione di Caprari al termine di una bellissima azione: Musso respinge. Caprari ci prova anche al 4’ da poco fuori dall’area ma il portiere ospite è straordinario nella deviazione in corner con un colpo di reni. I biancorossi continuano a macinare bel gioco ottimamente orchestrati da Rovella e al 15’ Mota dalla distanza manda alto. L’Atalanta sembra sorpresa dalla vivacità e qualità degli avversari e raramente riesce a rendersi pericolosa. Solo al 38’ Di Gregorio deve parare in due tempi su Ederson. Al 45’ si segnala anche un colpo di testa di Toloi che sfila a lato di poco.
 
Gasperini cambia Zappacosta con Soppy e la mossa si rivela azzeccata: il neoentrato si esibisce in alcune sgroppate sulla fascia sinistra che lasciano il segno. Già al 1’, comunque, Hojlund entra in area dal fondo a destra e prova la conclusione centrando il palo esterno. All’11’ un contropiede dell’Atalanta viene concluso da Koopmeiners con un rasoterra che Di Gregorio blocca. 1’ dopo però un altro contropiede si rivela letale: la combinazione Soppy-Lookman-Hojlund, con quest’ultimo che insacca da due passi, produce il vantaggio orobico. Il raddoppio arriva al 20’: Mota sbaglia un colpo di tacco e l’Atalanta riparte sulla destra con Ederson che “brucia” Caldirola e serve in mezzo dove Marlon insacca nella sua porta in scivolata nel tentativo di contrastare Lookman. Stroppa sostituisce Caprari con Petagna, ma i problemi in attacco non si risolvono, nemmeno dopo l’inserimento di forze fresche a centrocampo (Colpani e Molina entrati rispettivamente per Sensi e Birindelli). Anzi, è l’Atalanta che si rende ancora pericolosa, in particolare al 39’ quando Scalvini finta in area mettendo a sedere Caldirola e poi scarica un tiro che Di Gregorio devia in corner. Il più pericoloso del Monza è Colpani che al 43’ prova l’azione personale concludendo con un sinistro a fil di palo. 2’ prima Izzo aveva fatto i suo esordio in maglia biancorossa sostituendo Caldirola in evidente difficoltà.
 
In sala stampa Stroppa è serafico: “Col senno di poi dico che se potessi tornare indietro farei prima le sostituzioni perché era difficile mantenere certi ritmi. Abbiamo giocato un primo tempo straordinario, con un inizio arrembante. Abbiamo avuto il dominio del campo e occasioni importanti, ma siamo calati verso la fine del tempo. È poi venuta fuori la forza fisica e le capacità della capolista, che ci ha fatto gol in un momento di difficoltà. Nel secondo tempo abbiamo giocato sotto tono. Se ho la fiducia della società? Assolutamente sì. E io credo in quello che faccio. La rosa è stata completata solo l’1 settembre: è stato un peccato non aver avuto prima Rovella perché ha trasformato la squadra. A Lecce finalmente giocheremo una partita contro una concorrente diretta perché l’Udinese vista contro la Roma non lo è. Dobbiamo migliorare sotto l’aspetto tecnico e incrementare la condizione fisica. Dobbiamo continuare a credere in quello che si fa”.
 
Gasperini era naturalmente soddisfatto: “Il primo posto in solitaria è una bella cosa per l’Atalanta, per la città, per i suoi abitanti. Non è mai stata prima da sola in Serie A: si tratta di un bel record, di un premio per i giocatori, per come hanno iniziato questa stagione, con tanta voglia di fare. Sono contento soprattutto per loro. Non guardo i punti di distacco dopo 5 partite. Cercheremo di restare in cima il più a lungo possibile. Sarebbe un altro premio arrivarci alla sosta per il Campionato del mondo. Nei primi minuti continuiamo a soffrire molto: oggi non abbiamo preso gol grazie a Musso. Poi abbiamo preso la partita in mano noi”.
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Il Monza perde anche il derby con l'Atalanta

MONZA-ATALANTA 0-2   Quinta partita in Serie A e quinta sconfitta per il Monza, che non sembra davvero essere in grado di competere nella categoria, sia per i continui svarioni difensivi che per l’aridità del reparto offensivo, privo di un vero “bomber”. Contro l’Atalanta, issatasi al primo posto in solitaria (mai successo nella sua storia), la squadra allenata da Giovanni Stroppa ha mostrato ancora un bel calcio, spettacola

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MONZA-ATALANTA 1-2
 
Sconfitta amara per il Monza nel derby con l’Atalanta disputato all’U-Power Stadium in una serata gelida come mai si ricordava ad aprile: il pallone carambolato sul palo della porta orobica all’ultimo respiro del match ha condannato i brianzoli a una immeritata sconfitta, che così conferma la squadra allenata da Gian Piero Gasperini come l’unica contro cui i biancorossi hanno sempre perso in Serie A. E purtroppo con questa sconfitta il bilancio dell’ultimo periodo di capitan Pessina e compagni si fa ancora più negativo: 3 sconfitte e 1 pareggio in 4 gare. L’unica notizia positiva della giornata è stata la certezza della salvezza giunta matematicamente a 5 giornate dal termine (l’anno scorso era arrivata a 6 giornate dalla fine). Per il tecnico Raffaele Palladino, invece, non è stata l’unica notizia positiva perché in sala stampa ha trattato la sconfitta di oggi contro le riserve dell’Atalanta come una vittoria perché il Monza ha giocato bene e tanto gli basta. Abbiamo scritto riserve perché l’allenatore dei bergamaschi ha operato un ampio “turnover” avendo giocato i titolari giovedì in Europa League e dovendo giocare ancora mercoledì prossimo in Coppa Italia.
 
Palladino ha confermato il sistema 4-2-3-1, ma ha dovuto fare i conti con la differenza di qualità tecnica tra le due compagini, evidenziatasi in particolare in attacco, dove mentre gli orobici hanno capitalizzato 2 delle 3 grandi occasioni avute, i brianzoli ne hanno trasformate in gol solo 1 su 4.
 
Per la sfida odierna il tecnico napoletano, che non ha potuto disporre degli squalificati Gomez e Akpa-Akpro e degli infortunati Bettella, Machìn, Mota e Ciurria, ha proposto, rispetto al match pareggiato a Bologna, in difesa Kyriakopoulos per Andrea Carboni e a centrocampo Gagliardini per Akpa-Akpro. L’Atalanta era priva solo dell’infortunato Scalvini.
 
I 13983 spettatori dell’U-Power Stadium, di cui quasi 3mila di fede nerazzurra, hanno osservato all’inizio un minuto di raccoglimento per Mattia Giani, il calciatore dilettante morto tragicamente una settimana fa dopo un malore sul terreno di gioco. La prima occasione capita al Monza al 2’: Kyriakopoulos non arriva con convinzione sul cross dalla destra di Zerbin che attraversa tutta l’area piccola nerazzurra. L’Atalanta risponde all’8’ con Kolasinac che vince un rimpallo e s’invola verso Di Gregorio, bravo a chiudergli lo specchio della porta; sulla respinta del portiere calcia Lookman ma manda alto. 1’ dopo il nerazzurro Holm crossa per Tourè che di testa manda fuori. La gara resta vivace, ma le occasioni latitano da entrambe le parti per la mancanza di guizzi importanti negli ultimi 15 metri di campo. Al 31’ il biancorosso Birindelli prova da 25 metri ma tira a lato. Al 36’ Carnesecchi respinge una conclusione dalla distanza di Zerbin e Colpani dopo aver recuperato la sfera la calcia sull’esterno della rete. Al 44’ Lookman batte un corner e De Ketelaere di testa anticipa Gagliardini mandando in vantaggio l’Atalanta.
 
I bergamaschi iniziano bene il secondo tempo e al 6’ Lookman entra in area da posizione defilata e dopo una serie di finte scarica il destro sulla sagoma di Di Gregorio. Palladino cambia Colpani con Valentin Carboni e 1’ dopo Gagliardini di testa manda alto di poco. Al 20’ il greco viene sostituito da Maldini. Al 24’ Pessina manda incredibilmente alto da ottima posizione. La legge del gol fallito, gol subito viene applicata dall’Atalanta: Loookman entra in area e quasi dal fondo serve in mezzo Tourè che gonfia la rete. Al 30’ un destro di De Roon da fuori area viene bloccato in due tempi da Di Gregorio. 3’ più tardi Palladino procede a un triplice cambio: fuori Izzo, Gagliardini e Djuric e dentro D’Ambrosio, Caldirola e Colombo. La mossa fa abbassare l'Atalanta che accusa qualche passaggio a vuoto e il Monza prova ad approfittarne. Al 44’ si assiste a un’azione personale di Maldini che da una ventina di metri infila l’angolino alla sinistra di Carnesecchi. La rete dà la carica ai brianzoli che all’ultimo secondo dei 5’ di recupero accarezzano il pareggio: la palla perviene al limite dell’area orobica a Bondo che fa ammattire i difensori bergamaschi e poi scarica la sfera a Maldini il cui rasoterra lento incoccia il palo, attraversa tutta la linea di porta ed esce. Sulla disperazione di calciatori e tifosi biancorossi arriva il triplice fischio dell’arbitro Giua.
 
In sala stampa Palladino ha mostrato lo stesso grande soddisfazione nonostante la sconfitta: “Ho fatto i complimenti alla squadra per la grande partita disputata contro una grande squadra che ha un grande allenatore. Oggi abbiamo rischiato poco, prendendo un gol da un calcio piazzato. Le sostituzioni hanno cambiato l’inerzia della partita, facendo abbassare l’Atalanta e facendoci trovare il gol dell’1-2; e poi abbiamo colpito un palo nel finale. Meritavamo di più perché è stata la partita più completa da quando alleno il Monza. Purtroppo è stata decisa dai dettagli: siamo stati troppo leggeri in area avversaria e distratti in occasione del secondo gol. Zerbin? Mi è piaciuto tutto di lui stasera e tra l’altro ha finito la partita giocando da terzino. Maldini? Bravissimo ma deve essere capace di spaccare la partita anche quando la inizia. Pessina? Fa la sottopunta benissimo perché si trova a meraviglia con Djuric. La Serie A confermata? Giocarla per il terzo anno è per tutta Monza motivo di grande orgoglio. Quest’anno abbiamo scalato una montagna”.
 
Gasperini era paradossalmente meno sereno: “Quelli di oggi sono tre punti fondamentali per la qualificazione alle coppe europee, però siamo in ritardo per la qualificazione alla Champions League. Oggi abbiamo rischiato nel finale perché i nostri cambi non sono andati bene mentre quelli del Monza sì”.
 
Il Monza tornerà in campo sabato 27 aprile alle ore 15 allo Stadio Ettore Giardiniero di Lecce per affrontare la compagine salentina, lanciata verso la salvezza dopo il cambio in panchina avvenuto 5 partite fa, che sono fruttate la bellezza di 10 punti.
 
 
FOTO AC MONZA
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Il Monza perde con l'Atalanta ma si salva matematicamente

MONZA-ATALANTA 1-2   Sconfitta amara per il Monza nel derby con l’Atalanta disputato all’U-Power Stadium in una serata gelida come mai si ricordava ad aprile: il pallone carambolato sul palo della porta orobica all’ultimo respiro del match ha condannato i brianzoli a una immeritata sconfitta, che così conferma la squadra allenata da Gian Piero Gasperini come l’unica contro cui i biancorossi hanno sempre perso in Serie A. E p

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JUVENTUS-MONZA 2-0
 
Il Monza chiude il suo secondo campionato di Serie A con la terza sconfitta consecutiva e in totale con soli 3 punti nelle ultime 9 partite. Un bilancio che sarebbe stato da esonero a inizio stagione, ma che a salvezza acquisita con 5 giornate di anticipo fa pensare a un rilassamento del gruppo dopo tanto correre nella prima parte di stagione. Certo è che difficilmente l’allenatore Raffaele Palladino resterà sulla panchina del Monza, sia perché spera di essere chiamato dalla Fiorentina, sia perché la società brianzola avrebbe già pronto un tecnico per sostituirlo. L’incontro atteso la prossima settimana tra il “trainer” campano e il vicepresidente vicario e amministratore delegato biancorosso Adriano Galliani fugherà gli ultimi dubbi.
 
La squadra biancorossa ha dunque terminato il torneo al 12° posto (l’anno scorso all’11°) con 45 punti (contro i 52 dell’anno scorso). Rispetto a un anno fa ha fatto meglio del Monza il neopromosso Genoa. Oggi contro la Juventus del nuovo allenatore Paolo Montero, sostituto per le ultime 2 partite di Massimiliano Allegri, la squadra ha giocato una partita migliore rispetto a quella decisamente negativa col Frosinone in casa, ma come già capitato altre volte la differenza l’ha fatta il differente tasso tecnico tra le due formazioni, soprattutto nel reparto offensivo: tra i piemontesi quasi ogni occasione è stata trasformata in gol, mentre tra gli ospiti manca l’elemento capace di sfruttare in area le poche occasioni che a questi livelli si possono costruire.
 
Per la sfida odierna il tecnico napoletano, che non ha potuto disporre dello squalificato Gomez e degli infortunati Bettella, Machìn, Ciurria e Maldini, ha proposto, rispetto al match perso col Frosinone, il sistema 3-4-3 con in difesa D’Ambrosio per Kyriakopoulos, a centrocampo Pedro Pereira per Bondo e in attacco Valentin Carboni per Djuric. La Juventus era priva degli squalificati Pogba e Cambiaso e dell’infortunato Rabiot.
 
Davanti ai 38165 spettatori dell’Allianz Stadium, di cui circa 400 di fede biancorossa, il Monza inizia bene e al 3’ Mota crossa dalla sinistra per Birindelli che si tuffa ma non riesce per poco ad arrivare di testa sulla sfera. Al 10’ Perin respinge d’istinto una deviazione di testa di D’Ambrosio su calcio di punizione di Colpani. Scampati i pericoli la Juventus si sveglia e al 17’ Fagioli in ripartenza avanza fino al limite dell’area e scarica un destro che si stampa sulla traversa. Al 25’ Izzo quasi sulla linea di porta spazza in fallo laterale evitando un facile gol per Milik che era alle sue spalle. 1’ dopo, però, i bianconeri passano in vantaggio: Chiesa salta D’Ambrosio come un birillo, entra in area e batte Sorrentino con un diagonale. Altri due giri di lancette d’orologio e la Juventus ipoteca i 3 punti: sul corner battuto da Fagioli c’è l’anticipo sul primo palo di Alex Sandro che beffa Mota. Non succede più nulla di particolarmente interessante fino all’intervallo, quando Palladino lascia negli spogliatoi Gagliardini e Colpani per proporre Bondo e Djuric.
 
Anche nel secondo tempo il Monza parte bene: al 6’ il subentrato portiere Pinsoglio respinge una botta di sinistro di Brindelli. I padroni di casa rispondono 2’ dopo con Chiesa che da fuori area scheggia l’incrocio dei pali con un destro a giro. Al 16’ Sorrentino sventa in uscita proprio su Chiesa. Al 26’ si assiste a un contropiede di Yildiz che entrato in area spara centralmente: Sorrentino respinge. Al 28’ Kyriakopoulos rileva Pedro Pereira. Al 31’ Pinsoglio respinge un colpo di testa ravvicinato di Djuric e sul prosieguo dell’azione Kyriakopoulos calcia dal limite di poco alto. Al 36’ Palladino regala la soddisfazione promessa al Primavera Ferraris, facendolo esordire tra i seniores al posto di Valentin Carboni. Al 45’ Zerbin si fa espellere per doppia ammonizione dopo 25’ che era in campo. Al 49’ Weah frana su Mota in area bianconera ma l’arbitra Ferrieri Caputi lascia proseguire e dopo consulto al Var assegna un calcio di punizione alla Juventus per un precedente fallo di mano di Pessina.
 
In sala stampa Palladino ha fatto un bilancio anche della stagione: “Oggi abbiamo disputato i primi 25’ con grandissima personalità e qualità tecnica. Poi i 2 gol uno di fila all’altro ci hanno tagliato le gambe. Nel secondo tempo abbiamo disputato una grandissima partita costruendo diverse occasioni per riaprirla. Meritavamo qualcosina in più. Sono felice per aver fatto esordire Ferraris, tra l’altro a casa sua perché è cresciuto nella Juventus. La Juve? Ha giovani importanti e un attacco forte. I 3 punti in 9 partite? Abbiamo ‘toppato’ solo la partita col Frosinone. Un bilancio della stagione? Non siamo semplicemente soddisfatti, ma di più. Quella di quest’anno e quella dell’anno scorso sono 2 salvezze che valgono come 2 scudetti per il Monza. È stato fatto un grandissimo lavoro per merito innanzitutto della società”.
 
 
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Il Monza perde con la Juventus e chiude al 12° posto

JUVENTUS-MONZA 2-0   Il Monza chiude il suo secondo campionato di Serie A con la terza sconfitta consecutiva e in totale con soli 3 punti nelle ultime 9 partite. Un bilancio che sarebbe stato da esonero a inizio stagione, ma che a salvezza acquisita con 5 giornate di anticipo fa pensare a un rilassamento del gruppo dopo tanto correre nella prima parte di stagione. Certo è che difficilmente l’allenatore Raffaele Palladino resterà

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MONZA-TORINO 1-4
 
Si chiude male il precampionato del Monza: l’ultima gara amichevole prima della ripresa della Serie A, dopo la sosta dovuta al Campionato del mondo, è finita con una sconfitta pesante all’U-Power Stadium contro un Torino dimostratosi superiore come alla prima giornata, quando sempre in Brianza vinse ma di misura (1-2). La squadra allenata da Raffaele Palladino è tornata a mostrare le gravi carenze in difesa e in attacco che avevano contraddistinto negativamente la prima parte di stagione. Nel reparto arretrato il rientro di Pablo Marì (Caldirola è in ritardo con la condizione così come Pessina, Ciurria e Mota) non è stato soddisfacente, ma peggio di lui ha fatto Marlon che ha letteralmente regalato due gol, uno per tempo, ai granata. Anche Di Gregorio in porta ha mostrato qualche sbavatura preoccupante. In avanti Petagna e Gytkjaer hanno fatto il solletico alla retroguardia ospite e il primo si è pure infortunato (contusione al ginocchio). E così nessuna delle tante palle messe in area dai centrocampisti è stata sfruttata, anche se pure loro sono stati poco presenti e poco lucidi vicino alla porta avversaria. Nel reparto mediano va ricordato comunque che manca ancora l’infortunato Sensi.
 
Il maestro e amico di Palladino, Ivan Juric, non ha potuto avere a disposizione Pellegri, Linetty, Singo e Aina. Rispetto alla partita d’esordio del campionato il Monza aveva 6/11 della formazione iniziale e il Torino 7/11.
 
Il Monza parte bene e al 5’ Machin arriva a tu per tu con Milinkovic-Savic ma il portiere granata è bravo a chiudergli lo spazio. A piacere di più nella manovra è la compagine brianzola, però al 26’ la partita svolta a suo sfavore dopo che Marlon effettua uno sciagurato retropassaggio a Di Gregorio, che era in uscita: la palla carambola in rete tra l’incredulità del pubblico (3226 spettatori tra cui il presidente onorario Paolo Berlusconi). Al 37’ i piemontesi raddoppiano con un destro a giro da posizione decentrata di Vojvoda, lasciato libero appena dentro l’area. La reazione del Monza produce solo una conclusione di Machin da 20 metri che termina a lato. Poco prima Gytkjaer aveva rilevato Petagna uscito dal campo zoppicando.
 
Nel secondo tempo si assiste alla girandola di cambi tipica delle amichevoli. Il Monza non riesce però a pungere e al 21’ Marlon pasticcia nella propria area consentendo a Vlasic di segnare il più facile dei gol. 2’ dopo il croato raddoppia anche lui con un preciso destro a giro. Il Monza, ferito nell’orgoglio, aumenta la velocità delle giocate e al 24’ Caprari dal limite scheggia il palo. Al 29’, quindi, Rovella in percussione in area viene abbattuto da Gineitis: l’arbitro assegna il rigore che Caprari trasforma spiazzando il subentrato Berisha. Al 32’, infine, Gytkjaer impegna il portiere granata. Ma per i biancorossi la rimonta è impossibile.
 
In sala stampa si è presentato solo Donati, che ha spiegato la differenza intercorsa tra l’amichevole di oggi e quella vinta 2-1 in casa dell’Olympique Lyonnais: “A Lione eravamo riusciti a partire subito forte – ha sottolineato – Mentre oggi il loro gol ha cambiato l’inerzia della partita. OL e Torino sono due squadre diverse: i francesi lasciavano più spazio. In questo periodo di pausa la squadra ha lavorato molto bene, senza accusare problemi fisici. Non ci siamo mai abbattuti dopo una serie di sconfitte, né esaltati dopo una serie di vittorie, per cui domani torneremo ad allenarci e a pensare alla Fiorentina che affronteremo in trasferta mercoledì prossimo. A questo punto saremmo salvi, ma dobbiamo continuare a mantenere i punti di vantaggio che abbiamo per rimanere in Serie A. Per quanto mi riguarda, i primi due mesi sono stati difficili. Ero rimasto male a essere stato messo fuori lista, ma mi sono lo stesso allenato al massimo e penso che Palladino abbia notato questa cosa dandomi la fiducia di un posto in lista”.
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Il Monza perde in casa col Torino anche in amichevole

MONZA-TORINO 1-4   Si chiude male il precampionato del Monza: l’ultima gara amichevole prima della ripresa della Serie A, dopo la sosta dovuta al Campionato del mondo, è finita con una sconfitta pesante all’U-Power Stadium contro un Torino dimostratosi superiore come alla prima giornata, quando sempre in Brianza vinse ma di misura (1-2). La squadra allenata da Raffaele Palladino è tornata a mostrare le gravi carenze in difesa e

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MONZA-PISA 1-2
 
Brutta sconfitta per il Monza che perde l’imbattibilità casalinga stagionale concedendo 3 punti a una diretta concorrente per la promozione in Serie A. Il Pisa, che nelle ultime 4 gare aveva racimolato solo 3 punti, ha meritato di vincere, sovrastando i biancorossi tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Nei duelli individuali hanno avuto perlopiù la meglio i toscani, che hanno dominato il centrocampo, imbavagliato gli attaccanti brianzoli in difesa e perforato la retroguardia di casa in molte occasioni, anche se solo in due gonfiando la rete. Mentre la squadra allenata da Giovanni Stroppa si incaponiva a costruire dal basso nonostante il pressing asfissiante del Pisa, quella guidata magistralmente da Luca D’Angelo, intelligente anche in sala stampa, variava il gioco a seconda della situazione, tessendo tele quando c’era da ragionare e lanciando lungo e preciso quando c’era scoperta la difesa monzese. Ora il Monza è chiamato a espugnare martedì prossimo alle ore 18.30 lo stadio di Lignano Sabbiadoro, casa provvisoria del Pordenone, perché poi domenica alle 15.30 arriverà il Lecce, un’altra “corazzata” contro la quale sarà assolutamente necessario perlomeno non perdere.
 
Oggi Stroppa non poteva neanche lamentare grandi assenze, dato che ha dovuto fare a meno solo degli infortunati Brescianini, Vignato e Ramirez, mentre D’Angelo aveva indisponibile Di Quinzio. In considerazione dei due impegni settimanali il tecnico di Mulazzano ha attuato un notevole “turnover”, scegliendo, rispetto al match vittorioso di Terni di martedì scorso, Donati, Pedro Pereira, Colpani e Mancuso rispettivamente per Sampirisi, Molina, Mazzitelli e Favilli.
 
Davanti a 4572 spettatori, tra cui il “patron” Silvio Berlusconi (che stavolta non ha portato fortuna), la partita inizia subito coi botti. Al 3’ Sibilli verticalizza per Marin che in area monzese scarica un sinistro rasoterra che Di Gregorio blocca con difficoltà. Il Monza alla prima occasione passa in vantaggio: all’8’ parte un contropiede e Mancuso, entrato in area, serve orizzontalmente Mota il quale finta per Valoti che di destro insacca approfittando di un’incertezza di un difensore nerazzurro. La reazione ospite è immediata e da grande squadra. Al 15’ un sinistro al volo dal limite di Beruatto passa alto di poco. Al 17’ escono per infortunio sia Touré del Pisa che D’Alessandro del Monza. Per il laterale sinistro biancorosso subentra Pirola con lo spostamento in avanti di Carlos Augusto. Trascorre 1’ e il Pisa pareggia: sul cross dalla destra di Hermannson si fa trovare pronto e smarcato Puscas che insacca di controbalzo. Impattato il match i nerazzurri prendono in mano le redini della partita e vanno vicini al gol ancora con Puscas, l’ex biancorosso Torregrossa, Nagy, Mastinu e Sibilli. Il Monza si fa notare solo con Mota in un paio di occasioni.
 
La ripresa inizia con una conclusione di Hermannson che finisce di poco a lato, dopodiché il doppio cambio Ciurria-Favilli per Colpani-Mancuso non sortisce gli esiti sperati. Anzi, su un corner calciato da Mastinu sul palo più vicino arriva per primo Caracciolo che beffa la difesa brianzola. Il Monza si affloscia commettendo errori su errori e viene fuori tutta la differenza tecnico-tattico-fisica tra le due squadre. Il doppio cambio al 34’ (Paletta-Gytkjaer per Marrone-Mota) non cambia la situazione e semmai è il Pisa che con Siega si mangia un gol dal limite dell’area piccola.
 
In sala stampa Stroppa ha ammesso: “Abbiamo fatto un passo indietro e abbiamo perso l’ennesimo scontro diretto. Abbiamo fatto molto bene fino al gol dell’1-2 che è stato regalato. Poi abbiamo disputato la peggior mezzora della stagione, con la squadra che si è sfilacciata. Non siamo stati noi. Mancuso? Ci aspettiamo molto di più: deve migliorare la condizione fisica”.
 
D’Angelo non ha infierito sull’avversario: “Abbiamo disputato una gara straordinaria dal punto di vista dell’intensità. La squadra ha giocato con la giusta voglia, la giusta tecnica. Abbiamo vinto meritatamente. Oggi era uno scontro diretto e il risultato era fondamentale a livello mentale. Abbiamo iniziato bene e abbiamo disputato un bellissimo primo tempo che meritavamo già di chiudere in vantaggio. Abbiamo segnato nella ripresa e potevamo anche triplicare. Il Monza? Continuerà a lottare per l promozione perché ha giocatori importanti e il miglior allenatore della categoria”. Quantomeno dopo di lui, aggiungiamo noi.
 
 
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Il Monza perde l'imbattibilità casalinga contro il Pisa

MONZA-PISA 1-2   Brutta sconfitta per il Monza che perde l’imbattibilità casalinga stagionale concedendo 3 punti a una diretta concorrente per la promozione in Serie A. Il Pisa, che nelle ultime 4 gare aveva racimolato solo 3 punti, ha meritato di vincere, sovrastando i biancorossi tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Nei duelli individuali hanno avuto perlopiù la meglio i toscani, che hanno dominato il centrocampo, imbavagl

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MONZA-ASCOLI 2-0
 
Nell’ultimo turno infrasettimanale della regular season il Monza supera l’Ascoli col più classico dei punteggi e di fatto resta in corsa per uno dei due posti che valgono la Serie A diretta. Oggi l’importante erano i 3 punti e sono arrivati. Ma pur tornando su livelli d’efficienza migliori di quelli visti a Como domenica scorsa, la squadra biancorossa ha lasciato molti dubbi sul suo attuale valore, soprattutto riguardo alla difesa che nelle ultime settimane ha perso molti pezzi importanti per infortuni o cali di condizione. È andata bene che l’Ascoli non si è dimostrata quello spauracchio che le ultime gare facevano temere (3 vittorie nelle ultime 4 partite). E così la compagine allenata da Giovanni Stroppa può recarsi domenica prossima in trasferta dal pericolante Cosenza (calcio d’inizio alle ore 15.30) con uno spirito più sereno e si spera recuperando qualcuno degli indisponibili.
 
Contro i marchigiani, infatti, Stroppa ha registrato in infermeria le presenze di Marrone, Vignato, Mazzitelli, Paletta e Sampirisi. Rispetto al derby perso a Como hanno giocato Antov, Caldirola, Pedro Pereira, Molina e Gytkjaer per Sampirisi, Paletta, Donati, Mota e Mancuso. Al tecnico ospite Andrea Sottil mancavano invece Felicioli, Quaranta, D’Orazio e l’ex biancorosso Eramo. Gli altre tre “ex” Guarna, Bellusci e Ricci sono stati schierati nei titolari.
 
Davanti ai 4633 spettatori dell’U-Power Stadium, tra cui il “patron” Silvio Berlusconi, tornato allo stadio di casa dopo l’assenza per la festa di fidanzamento, la formazione brianzola parte bene, trovando molti spazi in attacco grazie alla grinta di Gytkjaer e alla “verve” di Ciurria, ritornato nel suo ruolo “storico” dopo le ultime prove da centrocampista, peraltro positive. Proprio il “fante” al 5’ ci prova di sinistro mandando a lato. 2’ dopo il bianconero Iliev spreca malamente calciando da buona posizione un debole rasoterra bloccato da Di Gregorio. Al 16’ il Monza va in vantaggio: il portiere Guarna con un colpo di reni devia sulla traversa un calcio di punizione pennellato da Barberis, ma sul pallone che ricade in area si avventa Valoti che al volo insacca. Per l’Ascoli il figlio d’arte, al nono gol in campionato, è una “bestia nera”, avendo realizzato contro il “Picchio” ben 3 reti. Al 23’ Paganini cerca il pareggio provando a uccellare da lontano Di Gregorio, posizionato fuori dai pali, ma il tentativo finisce a lato. 5’ dopo i brianzoli ipotecano i 3 punti: Botteghin sgambetta Ciurria in area e l’arbitro assegna il rigore che Gytkjaer trasforma. Al 47’ gli ospiti sciupano un’altra ghiotta occasione: Ricci, spalle alla porta al limite dell’area piccola, si gira e calcia debolmente proprio dove si trova Di Gregorio. C’è ancora il tempo per registrare la mancata seconda ammonizione nei confronti del pessimo Antov: anche l’arbitro dà quindi una mano al Monza prima di mandare tutti negli spogliatoi.
 
La ripresa inizia ovviamente con in campo Donati al posto del (sempre) frastornato difensore bulgaro. Al 5’ Saric di collo destro costringe Di Gregorio alla deviazione in corner. All’11’ un sinistro di Ciurria dal limite viene respinto da Guarna. Stroppa sostituisce il generoso Gytkjaer con il sempre più deludente Mota. Il Monza ormai si limita a tamponare l’Ascoli a centrocampo cercando di tenere la palla e verticalizzare quando qualcuno si smarca. Come al 28’, quando su un traversone dall’out sinistro di D’Alessandro il volitivo Ciurria non arriva per un soffio alla deviazione vincente. Nel finale non succede granché, nonostante la girandola di cambi che vede per il Monza Machìn subentrare a D’Alessandro, con il conseguente spostamento di Molina a fare il centrocampista laterale sinistro, e successivamente Colpani e Favilli rilevare Valoti e Ciurria.
 
In sala stampa Stroppa ha mostrato fiducia nella squadra e nella possibilità di rimanere aggrappati alla testa della classifica fino alla fine: “Oggi era difficile perché l’avversario era forte e c’era da reagire dopo la sconfitta di Como. Abbiamo però ripreso quanto interrotto domenica scorsa. Ciurria ha giocato da seconda punta perché in questo momento è il giocatore più determinante in quanto a incisività. Gytkjaer ha calciato il rigore perché è lui il primo rigorista e Valoti il secondo, ma l’importante è che i rigori li tiri chi ha la sensibilità e la determinazione per farlo. In difesa ho preferito Antov a Donati perché Giulio ultimamente mi sembrava in difficoltà, ma all’intervallo ho cambiato perché Valentin era ammonito e alla fine del primo tempo aveva rischiato l’espulsione”.
 
Sottil si è dichiarato soddisfatto della prestazione della sua squadra ma non del risultato: “Abbiamo giocato bene, a viso aperto, aggressivi e potevamo andare in vantaggio. C’è rabbia per il risultato. Rimane una grande prestazione contro una ‘corazzata’: abbiamo giocato alla pari. La mancata seconda ammonizione ad Antov per il fallo su Saric? Per me è inspiegabile”.
 
 
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Il Monza piega l'Ascoli e rimane nel gruppo di testa

MONZA-ASCOLI 2-0   Nell’ultimo turno infrasettimanale della regular season il Monza supera l’Ascoli col più classico dei punteggi e di fatto resta in corsa per uno dei due posti che valgono la Serie A diretta. Oggi l’importante erano i 3 punti e sono arrivati. Ma pur tornando su livelli d’efficienza migliori di quelli visti a Como domenica scorsa, la squadra biancorossa ha lasciato molti dubbi sul suo attuale valore, sopratt

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MONZA-EMPOLI 2-1
 
Il Monza torna alla vittoria dopo i due stop contro Milan e Salernitana e scaccia le paure di un tracollo psicologico che lo stesso allenatore Raffaele Palladino ha poi ammesso temere se fosse maturata la terza sconfitta consecutiva contro l’Empoli. Tra l’altro si è tornato a vincere all’U-Power Stadium dopo quasi 4 mesi, facendo gioire gli oltre 10mila spettatori giunti nell’impianto brianzolo in questo primo pomeriggio di primavera meteorologica. E si è vendicata la sconfitta di misura della gara di andata al termine di una partita equilibrata come quella di oggi. Del resto il team guidato da Paolo Zanetti era dietro di 1 solo punto alla formazione biancorossa assieme ai comprovinciali della Fiorentina.
 
Il Monza di oggi non è ancora quello spumeggiante di gennaio e prima metà di febbraio, ma è comunque un Monza che torna al gol dopo due sconfitte a zero e sa soffrire fino alla fine di gruppo. Quando oggi ha giocato con passaggini, rallentando il ritmo, ha sofferto gli avversari, ma quando ha saputo aprire il gioco per laterali, trequartisti e punte se ne son viste delle belle. Quello biancorosso è un gruppo davvero forte tecnicamente, che dovrebbe avere più coraggio nel giocare di prima, almeno fino a quando la condizione fisica lo consente.
 
Palladino, che oggi non ha avuto a disposizione lo squalificato Donati e gli infortunati Rovella, Mota e Ranocchia, ha proposto, rispetto alla partita persa con la Salernitana, Di Gregorio per Cragno in porta, Petagna per Gytkjaer in attacco e Birindelli per Machìn a centrocampo con l’avanzamento di Ciurria sulla tre quarti al posto di Pessina, arretrato come interno. Zanetti non aveva a disposizione il brianzolo Cambiaghi e il portiere Vicario infortunati.
 
L’avvio dei biancorossi è titubante e l’Empoli prova ad approfittarne: all’11’ Di Gregorio compie un miracolo sul tiro ravvicinato di Caputo, poi Satriano insacca di testa ma in posizione di fuorigioco. Al 19’ è però la squadra di casa a passare in vantaggio grazie a una triangolazione Caprari-Petagna-Ciurria con il “fante” che insacca con una rasoiata. Al 22’ un destro dal limite di un pimpante Carlos Augusto finisce alto di poco. Gli azzurri rispondono 2’ dopo con un colpo di testa a lato di Ismajli. Si comincia a battagliare duramente a centrocampo e al 40’ un’azione personale di Ciurria viene conclusa dai 20 metri con un sinistro alto. Al 44’ il portiere di riserva dei toscani Perisan respinge la botta in diagonale di Birindelli.
 
La ripresa si apre male, cogli empolesi che prendono in mano le redini del gioco. Al 6’ arriva il meritato gol del pareggio: sul traversone di Marin salta Pablo Marì che però allunga di testa la sfera dove c’è Satriano, pronto a inzuccare mandandola nell’angolino dove Di Gregorio non può arrivare. La reazione del Monza è debole: al 15’ un destro dal limite di Caprari passa alto. Palladino procede giustamente a fare le prime sostituzioni, mandando in campo Machìn e Carboni rispettivamente per Sensi e Carlos Augusto rimasto ormai senza benzina. La mossa dà subito i suoi frutti perché 3’ dopo su un corner di Caprari ad arrivare sulla palla sul lato opposto è il liberissimo Izzo che insacca di testa facendo esplodere l’U-Power Stadium. Entra Colpani per Birindelli e Ciurria arretra a fare il laterale, ma l’Empoli si fa sempre più pericoloso: al 33’ un rasoterra centrale di Akpa-Akpro è bloccato dall’attento Di Gregorio. Al 37’ viene data una rinfrescata al reparto offensivo con l’inserimento di Valoti e Gytkjaer rispettivamente per Caprari e Petagna. L’Empoli fa collezione di calci d’angolo, entra spesso in area biancorossa, ma raramente trova lo spiraglio per il tiro e quando lo trova c’è una muraglia umana a evitare guai per Di Gregorio. All’ultimo dei 5’ di recupero il Monza potrebbe arrotondare in contropiede: Carboni palla al piede è seguito da Gytkjaer ma l’italoargentino invece di passare la sfera al danese per un rigore in movimento la fucila altissima.
 
In sala stampa Zanetti è rammaricato per il punteggio: “Il primo tempo è stato equilibrato, mentre il secondo tempo è stato in gran parte dominato da noi. Nel calcio però i risultati arrivano dai dettagli. Siamo entrati in area loro un sacco di volte ma ci è sempre mancato l’ultimo passaggio. Il nostro portiere ha fatto una sola parata. Il Monza di solito fa tanto possesso palla, mentre stavolta no per cui significa che abbiamo disputato una buona partita. Se nel primo tempo abbiamo sbagliato la lettura di attacco degli spazi, nella ripresa abbiamo fatto benissimo”.
 
Per Palladino “è stata una grande vittoria al termine di una partita equilibrata contro una squadra molto forte. Dopo 2 sconfitte senza aver fatto gol mi preoccupava l’aspetto psicologico. Invece dopo un inizio bruttino ci siamo sciolti. C’è il rammarico per non aver segnato il secondo gol già nel primo tempo. Anche nel secondo tempo la nostra partenza non mi è piaciuta. Ma dopo il loro gol grazie ai nuovi innesti l’abbiamo vinta. Il merito primo è comunque di Petagna e Caprari che sono stati i primi difensori. Ma tutti hanno fatto la loro parte, anche Antov e D’Alessandro che non giocano da tanto e che in settimana si sono sacrificati a simulare i giocatori dell’Empoli. La sostituzione di Carlos Augusto? In questo periodo si sta allenando pochissimo perché ha un problemino fisico. Come ho motivato i giocatori? Prima di entrare in campo ho mostrato ai ragazzi i gol della nostra stagione con una musica emozionante per far capire loro che erano quelli lì e non quelli di Salerno. Chi sono i nostri giocatori più papabili per la Nazionale? Noi abbiamo tanti italiani bravissimi per il commissario tecnico Roberto Mancini che tra l’altro ho conosciuto a Coverciano. Ciurria è la sorpresa di questo campionato; Pessina in Nazionale c’è già ed è da confermare; Izzo mi ha alzato di tanto il livello; poi c’è Sensi che è un giocatore importante. Io mi auguro che ne vengano scelti tanti perché ne sarei orgoglioso. Chi è cresciuto di più? Oltre a Ciurria direi Rovella e Colpani ma soprattutto Di Gregorio”.
 
Il Monza tornerà in campo domenica prossima alle ore 15 allo Stadio Marc’Antonio Bentegodi contro l’Hellas Verona.
 
 
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Il Monza piega l'Empoli e si rilancia

MONZA-EMPOLI 2-1   Il Monza torna alla vittoria dopo i due stop contro Milan e Salernitana e scaccia le paure di un tracollo psicologico che lo stesso allenatore Raffaele Palladino ha poi ammesso temere se fosse maturata la terza sconfitta consecutiva contro l’Empoli. Tra l’altro si è tornato a vincere all’U-Power Stadium dopo quasi 4 mesi, facendo gioire gli oltre 10mila spettatori giunti nell’impianto brianzolo in questo p

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SALERNITANA-MONZA 3-0
 
La Salernitana ha restituito allo Stadio Arechi il 3-0 che il Monza le aveva rifilato nella gara di andata all’U-Power Stadium. Un risultato che non fa una grinza alla luce della brutta prestazione offerta dalla compagine biancorossa nel secondo tempo. Resta il rammarico per quelle due occasionissime sprecate nella prima frazione di gioco da Caprari e Ciurria che avrebbero potuto far svoltare la partita a favore dei brianzoli. Il gruppo guidato da Raffaele Palladino dovrà ora leccarsi le ferite e fare in modo che la serie negativa si fermi a 2 gare per non rovinare il filotto di 8 risultati utili consecutivi che hanno portato la squadra a conquistarsi mezza salvezza. La sconfitta di oggi deve far riflettere perché giunta contro una formazione che era quintultima in classifica, con la peggior difesa della Serie A (subiva reti da 14 gare), con all’attivo 1 sola vittoria nelle ultime 11 partite e 0 vittorie in casa negli ultimi 4 mesi. È vero che di recente hanno cambiato allenatore (era la seconda panchina per il portoghese Paulo Sousa, che ha sostituito Davide Nicola), ma non sono apparsi irresistibili. A proposito di statistiche, è stata l’ottava volta nella storia che il Monza è stato arbitrato da Marinelli di Tivoli e con lui non ha mai vinto…
 
Palladino, che oggi aveva recuperato gli infortunati Vignato e Carlos Augusto ma aveva perso per squalifica Marlon, Birindelli e Rovella (quest’ultimo si era pure procurato una distorsione alla caviglia in allenamento), ha proposto, rispetto alla partita persa col Milan, Cragno per Di Gregorio in porta, Caldirola per Marlon in difesa, Carlos Augusto e Machìn rispettivamente per Birindelli e Rovella a centrocampo, Gytkjaer per Petagna in attacco e Sensi a centrocampo con l’avanzamento di Pessina sulla tre quarti al posto di Mota. Sousa non aveva a disposizione gli infortunati Fazio e Troost-Ekong.
 
Il primo squillo è del Monza: al 9’ una conclusione dl limite di Caprari sfila fuori di poco. La Salernitana risponde immediatamente con un’azione personale di Candreva che taglia l’area biancorossa per poi calciare in diagonale a lato. Al 15’ si assiste a un contropiede granata orchestrato da Coulibaly, proseguito da Črnigoj che mette in mezzo dove Piatek arriva solo a sfiorare la sfera. Al 22’ è invece Izzo a salvare la porta brianzola gettandosi in scivolata su una conclusione di Candreva quasi a botta sicura. Al 27’ la partita viene interrotta per 7’, poi recuperati, per un violento scontro in difesa tra tre biancorossi, Cragno, Pablo Marì e Caldirola, con i primi due che hanno la peggio venendo fasciati in testa. Al 41’ il Monza si mangia un gol clamoroso con Ciurria, che servito al bacio da Caldirola regala la palla di testa al portiere granata.
Il secondo tempo inizia con in campo Mota per Gytkjaer e Donati per Sensi e lo spostamento di Ciurria trequartista per Pessina. Al 7’ arriva però la doccia fredda per le due centurie di tifosi biancorossi (su 14500 spettatori): proprio davanti ai loro occhi Pablo Marì non allontana come si deve un pallone spiovente e Coulibaly con un preciso destro a giro batte Cragno. La reazione del Monza giunge 4’ dopo con Mota che si fa respingere la conclusione da Ochoa. I biancorossi si espongono al contropiede degli ippocampi e Palladino provvede a inserire Petagna per Caldirola passando alla difesa a quattro. Subito dopo, però, Kastanos li giustizia gonfiando la rete con una botta al volo. Il Monza si sbilancia sempre di più e un’altra indecisione permette a Piatek di rubare palla sulla tre quarti e dal limite calciare: Cragno respinge sui piedi di Candreva che insacca. Entrano anche Ranocchia per Caprari e successivamente Colpani per Pablo Marì, ma sono i padroni di casa a sfiorare nuovamente il gol con Piatek che scarta Cragno ma spara alto. Nonostante i 5’ di recupero i biancorossi non riescono nemmeno a segnare la rete della bandiera.
 
Sousa si è presentato in sala stampa sereno in volto dopo la tensione per l’importante match: “È stata una partita difficilissima vinta grazie alla nostra resilienza nei momenti complicati. Il Monza è una squadra matura, che ci ha fatto correre, facendoci rimanere sempre attenti e concentrati. Con la squadra in campo più corta abbiamo trovato più spazi e quindi i gol. È stata una grande vittoria”.
 
Palladino, ex giocatore granata, ha dato merito alla Salernitana per la vittoria di oggi: “Abbiamo disputato un buon primo tempo, abbiamo avuto un ottimo approccio. Sapevamo che la Salernitana poteva chiudersi, ma noi stati comunque bravi nel palleggio per farli uscire fuori dall’area. Abbiamo rischiato solo in un paio di ripartenze, ma anche noi potevamo fare male. Se solo una delle due occasionissime che abbiamo avuto si fosse risolta con un gol staremmo qui a parlare di un’altra partita. Nel secondo tempo siamo partiti bene, poi abbiamo sofferto un po’ di seconde palle, ci siamo innervositi e infine abbiamo perso la nostra identità rischiando su troppe ripartenze. Alla fine abbiamo rischiato davvero tanto, troppo. Però bisogna dare merito alla Salernitana che ha fatto una buona gara. Da noi c’era troppo nervosismo: dobbiamo trasformarlo in rabbia agonistica e positività per le prossime partite”. Non ritiene di aver fatto troppi cambi rispetto all’ultima partita? “No. Caldirola e Carlos Augusto erano d’obbligo, Sensi aveva già giocato parte dell’incontro col Milan e comunque oggi ha fatto bene nonostante abbia pagato il fatto che la Salernitana era chiusa, Cragno si era meritato di giocare e poi bisogna dare valore al patrimonio della società, e Gytkjaer ha fatto un’ottima settimana di allenamenti. Rifarei dunque le scelte che ho fatto. Anche i cambi erano quelli da fare. Ho messo Mota e spostato Ciurria trequartista per aver più velocità in avanti. Nel calcio dobbiamo essere tutti più equilibrati: non si può ridurre tutto solo alle scelte dei giocatori da mettere in campo”.
 
Il Monza tornerà in campo sabato prossimo alle ore 15 all’U-Power Stadium contro l’Empoli.
 
 
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Il Monza prende 3 sberle a Salerno

SALERNITANA-MONZA 3-0   La Salernitana ha restituito allo Stadio Arechi il 3-0 che il Monza le aveva rifilato nella gara di andata all’U-Power Stadium. Un risultato che non fa una grinza alla luce della brutta prestazione offerta dalla compagine biancorossa nel secondo tempo. Resta il rammarico per quelle due occasionissime sprecate nella prima frazione di gioco da Caprari e Ciurria che avrebbero potuto far svoltare la partita a fa

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Domenica 29 maggio 2022 è la data che potrebbe essere scritta a caratteri cubitali nelle storie riguardanti il Calcio Monza. È il giorno in cui la squadra biancorossa affronterà all’Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani i padroni di casa del Pisa nella finale di ritorno dei play-off di Serie B. È dunque il giorno in cui la società brianzola potrebbe salire per la prima volta in Serie A dalla creazione di questo campionato, avvenuta nel 1929. Perché ciò accada occorrerà o vincere o pareggiare o anche perdere con 1 gol di scarto nei tempi regolamentari, ma poi “aggiustare le cose” nei supplementari o agli eventuali rigori.
 
Come all’U-Power Stadium nella gara di andata, terminata 2-1 per il Monza, ci sarà il tutto esaurito, ossia quasi 10mila spettatori, di cui circa 900 di fede biancorossa.
 
Dopo l’allenamento odierno l’allenatore del Monza, Giovanni Stroppa, ha tenuto l’ultima conferenza stampa a campionato in corso. “Quella di domani sarà l’ultima partita del campionato: poi saremo o da una parte o dall’altra – ha esordito – Noi andremo in campo per vincere, come sempre. Siamo pronti a qualunque tipo di partita. Lo spogliatoio ha reagito bene dopo il gol subito al 93’ nella gara di andata. I ragazzi sanno che prestazione hanno fatto, sanno cosa c’è in ballo domani, sanno che ambiente troveranno. Sarà comunque una partita di calcio: ci sarà un arbitro, ci saranno gli assistenti e per me sarà una gara bellissima. Quello che ci sarà fuori dal rettangolo di gioco sarà soltanto un vantaggio psicologico per la squadra di casa. Magari ci fossero dappertutto ambienti come quello di Pisa! Il fattore ambientale aumenta lo spettacolo. Il calcio è per la gente: il tutto esaurito va benissimo per me. Non andiamo a fare una guerra dove sono consentite cose non lecite. Per quanto riguarda chi partirà dall’inizio e chi entrerà in campo dopo, probabilmente recupereremo qualcuno degli infortunati, ma tirerò le somme domattina al termine di un ultimo mini-allenamento in terra toscana. Come nella gara di andata saranno gli episodi a fare la differenza. E la differenza è fondamentale che la faccia chi subentra. Berlusconi? Vederlo così presente è straordinario. Ma tutte le componenti della società tengono all’obiettivo da centrare domani. Cosa farò in caso di promozione? Non sono in grado di fare i voti… Sono acciaccato. Vorrei andare a piedi da qualche parte ma ho le ginocchia sfatte”.
 
Per la partita più importante del Monza degli ultimi 43 anni Stroppa ha convocato tutti i 31 giocatori della rosa, compresi Scozzarella, che dallo scorso gennaio è inutilizzabile a causa della regola del limite al numero degli “over”, Rubbi, portiere titolare della Primavera aggregato alla prima squadra da inizio stagione, e i sicuri infortunati Ramirez e Favilli. Il match sarà trasmesso in diretta tv su Helbiz Media, Sky Sport e Dazn.
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Il Monza pronto all'ennesimo assalto alla Serie A

Domenica 29 maggio 2022 è la data che potrebbe essere scritta a caratteri cubitali nelle storie riguardanti il Calcio Monza. È il giorno in cui la squadra biancorossa affronterà all’Arena Garibaldi – Stadio Romeo Anconetani i padroni di casa del Pisa nella finale di ritorno dei play-off di Serie B. È dunque il giorno in cui la società brianzola potrebbe salire per la prima volta in Serie A dalla creazione di questo campionato, avve

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JUVENTUS-MONZA 0-2
 
Non è stato un miracolo, ma un capolavoro. Il Monza plasmato da Raffaele Palladino è una meraviglia che tutta l’Italia calcistica dovrebbe ammirare: con una squadra sì forte, ma non composta da fuoriclasse come tante altre, ha saputo mettere sotto una Juventus che senza i 15 punti di penalizzazione starebbe lottando ancora per lo scudetto. Non sappiamo quanto abbia influito psicologicamente la condanna della Federcalcio per i bilanci “addomesticati”, ma sappiamo quanto abbia giovato al Monza il cambio di allenatore. Oggi la squadra è stata praticamente perfetta: difesa impenetrabile, centrocampo di qualità che ha saputo cambiare ritmo a seconda del momento della partita e attacco cinico, che ha saputo far male nelle poche occasioni capitategli. Impossibile trovare qualcuno sotto o anche poco sopra la sufficienza: l’impresa all’Allianz Stadium resterà per sempre nella storia della società e per i tifosi presenti sarà qualcosa da raccontare un giorno ai nipoti.
 
Palladino ha oggi avuto tutti a disposizione, a sottolineare che anche la condizione fisico-atletica del gruppo è ottimale. Rispetto alla partita pareggiata col Sassuolo, in difesa Pablo Marì è tornato al posto di Marlon, a centrocampo ha giocato Rovella per Birindelli e in attacco Mota è stato schierato a scapito di Petagna. Un po’ a sorpresa è stato confermato Machìn in mezzo al campo anziché riportare Sensi dall’inizio. Allegri aveva indisponibili Bonucci, Cuadrado e Chiesa.
 
Il Monza parte bene e tesse le sue trame di gioco senza timore reverenziale. Alla prima occasione, al 10’, va in gol con Caprari, bravo a liberarsi di due avversari e a battere Szczesny con un preciso destro nell’angolino, ma 1’ dopo le feste l’arbitro annulla per un fuorigioco segnalato dal Var. La Juventus, scampato il pericolo, si sveglia e al 14’ un destro di Kean passa a lato di poco. Ma è un fuoco di paglia: il Monza torna a far male 4’ dopo grazie a uno stupendo pallone filtrante di Machin per Ciurria che con sangue freddo insacca alle spalle di Szczesny. I piemontesi cominciano a sentire il nervosismo del loro pubblico e allora Gatti, spalle alla porta e marcato dai difensori biancorossi, riesce a girarsi e a tirare ma la palla viene deviata in corner. Al 39’ arriva il raddoppio dei brianzoli: Carlos Augusto va via in contropiede, entra in area, si guarda attorno, vede che l’ha seguito solo Mota e gli fa filtrare la sfera tra le gambe dei difensori: il portoghese mette a terra due avversari con le finte e gonfia la rete. Negli ultimi minuti aumenta il nervosismo in campo, ma il Monza riesce ad andare negli spogliatoi con la rete inviolata.
 
Allegri effettua tre cambi e la Juventus parte in quarta per cercare di ribaltare il risultato. Al 7’ si registra un’azione personale di Miretti conclusa con un debole tiro che si spegne tra le braccia di Di Gregorio. Al 14’ Palladino sostituisce Rovella con Sensi, ma i bianconeri ci provano con Locatelli e Milik dal limite trovando Di Gregorio pronto alla respinta. Entrano Marlon e Petagna per Caldirola e Caprari, però il Monza pur difendendosi con ordine non riesce più a pungere. Anzi, è Di Gregorio a salvare ancora la porta biancorossa su Di Maria. Palladino cambia anche Machin e Ciurria, gettando in campo le forze fresche di Ranocchia e Birindelli. Di Gregorio compie un miracolo su Rabiot, Milik si infortuna dopo il quinto cambio e per la Juve è notte fonda. Il Monza ha l’opportunità per il 3-0 al 37’ con Petagna, ma il suo sinistro a giro viene respinto da Szczesny. Al triplice fischio c’è chi esulta e c’è chi piange: chi non tifava il Monza prima della promozione in Serie A non può capire…
 
In sala stampa Allegri ha dato poco merito al Monza: “Sono arrabbiato. Ci vuole un approccio diverso alle partite. Nel primo tempo c’è stata poca reazione dopo il gol annullato e poi non si può prendere un gol da una rimessa laterale. All’intervallo ci sarebbe stato da cambiare tutti, me compreso, ma ne ho potuti cambiare solo tre. Nel secondo tempo siamo andati bene, ma non abbiamo segnato anche per merito del loro portiere. E comunque abbiamo affrontato un buon Monza. A questo punto dobbiamo pensare alla salvezza”.
 
Palladino si è mostrato emozionato: “Questa partita l’abbiamo preparata tutta la settimana, sapendo di incontrare una squadra fortissima, che recuperava anche dei giocatori importanti. E non è stato semplice prepararla. Siamo entrati in campo con lo spirito e il coraggio giusto. Siamo stati 15 metri più indietro del solito per bloccare il loro palleggio. Nel secondo tempo non abbiamo rinunciato a giocare anche perché sapevamo che la Juventus concede un po’ il possesso palla. Comunque non abbiamo mai avuto la partita in pugno perché con la Juve è sempre stata in bilico. Oggi abbiamo giocato una partita perfetta, non abbiamo sbagliato quasi nulla. C’è una sola strada per migliorare ed è il lavoro quotidiano. Io cerco di migliorare ogni singolo ragazzo per poi migliorare la squadra. E la squadra migliora giorno dopo giorno, però il nostro obiettivo resta la salvezza, che sarà il nostro scudetto. Oggi mi sono emozionato e ho visto i miei collaboratori piangere. Machin? Ha disputato una partita strepitosa dopo aver sfruttato le occasioni che gli avevo dato. Sa fare tutto e oggi l’ha mostrato”. Ha sentito il presidente Silvio Berlusconi e l’amministratore delegato Adriano Galliani? “C’è entusiasmo, felicità… Galliani quasi piangeva: era emozionato e abbiamo fatto festa nello spogliatoio. È una giornata storica. Galliani mi ha anche regalato la cravatta gialla che aveva addosso: resterà un ricordo bellissimo”. Cosa è cambiato tra il Palladino vittorioso all’esordio nella gara di andata e quello di oggi? “Niente se non un po’ di esperienza in più”.
 
A proposito della doppia vittoria del Monza sulla Juventus in campionato, non era mai successo nella storia che i bianconeri di Torino non portassero a casa neanche 1 punto da una doppia sfida in Serie A con una neopromossa…
 
 
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Il Monza ribatte la Juventus, infranto un altro record

JUVENTUS-MONZA 0-2   Non è stato un miracolo, ma un capolavoro. Il Monza plasmato da Raffaele Palladino è una meraviglia che tutta l’Italia calcistica dovrebbe ammirare: con una squadra sì forte, ma non composta da fuoriclasse come tante altre, ha saputo mettere sotto una Juventus che senza i 15 punti di penalizzazione starebbe lottando ancora per lo scudetto. Non sappiamo quanto abbia influito psicologicamente la cond

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ATALANTA-MONZA 3-0
 
Il Monza torna al Gewiss Stadium dopo 3 mesi ma la differenza di valori con l’Atalanta non cambia: sono sempre 3 i gol di scarto con cui gli orobici si aggiudicano il derby. Stavolta però la sconfitta fa più male perché non chiude una esaltante stagione, ma apre la nuova stagione col mercato chiuso, un mercato che ha evidentemente indebolito la squadra. Le partenze di Rovella e Carlos Augusto, in particolare, non sono state adeguatamente rimpiazzate e neanche stavolta è stato preso un “bomber” in grado di assicurare almeno 10 reti in campionato. Il gruppo allenato da Raffaele Palladino sta sempre più assomigliando a quello di Giovanni Stroppa di un anno fa: si vede tanto girare la palla, ma non si vedono tiri verso la porta avversaria. Manca terribilmente qualcuno che negli ultimi 20 metri sappia inventare la giocata che cambia la partita. Se il nuovo arrivato in prestito dal Milan, il 21enne Lorenzo Colombo, non “esploderà” realizzando un numero in doppia cifra di gol per il Monza sarà un campionato a forte rischio di retrocessione.
 
Davanti ai circa 15mila spettatori, di cui 800 di fede biancorossa, del Gewiss Stadium (privo di una curva in corso di rifacimento) Palladino, che non ha potuto disporre di Bettella e D’Ambrosio infortunati e di Akpa-Akpro in ritardo di condizione, ha confermato la formazione scesa in campo 7 giorni prima contro l’Empoli. Quindi su 13 nuovi giocatori arrivati in estate a Monzello, c’era in campo il solo Gagliardini, a conferma del deludente mercato biancorosso operato. L’Atalanta guidata da Gian Piero Gasperini era priva del solo Zortea.
 
Il Monza parte bene, con un’aggressività mai vista in fase d’approccio in Serie A. Però le belle azioni elaborate finiscono per la gran parte o con lanci imprecisi o con tiri telefonati. Le emozioni arrivano intorno alla metà del primo tempo: al 19’ un colpo di testa debole di Gagliardini viene bloccato da Musso. 1’ dopo anche Mota ci prova di testa in tuffo da posizione defilata ma la palla termina a lato. L’Atalanta si sveglia e al 21’ un colpo di testa di Koopmeiners passa fuori. Un altro colpo di testa si registra al 23’ con Scamacca: Di Gregorio respinge sul palo, poi arriva Scalvini che insacca ma il gol non viene convalidato per fuorigioco. Al 32’ si assiste a un bel contropiede del Monza con Birindelli che dai 20 metri calcia in diagonale a lato. Al 35’ arriva però la doccia fredda del vantaggio nerazzurro: su un corner calciato dalla sinistra la palla carambola sulla schiena di Colpani e finisce tra i piedi di De Ketelaere che tocca per Ederson, abile a trovare l’angolino dove Di Gregorio non piò arrivare. La reazione del Monza è in un sinistro a giro di Colpani al 38’ che Musso neutralizza distendendosi in tuffo. Al 42’ giunge la rete del raddoppio: su un cross di Ruggeri dalla sinistra Scamacca anticipa Pablo Marì e batte Di Gregorio.
 
All’uscita dagli spogliatoi Palladino ripropone gli stessi giocatori. Al 3’ Mota aspetta troppo a tirare da ottima posizione e Ruggeri gli toglie la sfera dai piedi. Sulla ripartenza bergamasca Ederson prova dal limite a sorprendere Di Gregorio ma il portiere brianzolo blocca la sfera. Al 15’ l’ultimo arrivato Colombo rileva Mota e Vignato rimpiazza Caprari, ma 2’ più tardi Scamacca con una fiondata dai 20 metri chiude di fatto la contesa. Palladino sostituisce Gagliardini con Bondo e un frastornato Pablo Marì con Andrea Carboni spostando in mezzo alla difesa Caldirola. 8’ più tardi getta nella mischia anche Machìn per Colpani, ma anche stavolta i cambi non danno quel qualcosa in più come nella scorsa stagione. Il finale di match è completamente controllato dai padroni di casa, che sfiorano il poker al 42’ con Muriel, al 46’ con Lookman e al 49’ con Holm: in tutte e tre le occasioni ci mette una pezza Di Gregorio. Al triplice fischio si assiste a una squallida gazzarra nella curva ospite scatenata da futili motivi: si attende l’arrivo prossimamente di Daspo nei confronti di qualche tifoso biancorosso.
 
In sala stampa Gasperini era contento dopo un avvio di campionato un po’ stentato: “Oggi abbiamo giocato bene sia il primo che il secondo tempo contro un Monza organizzatissimo. È una vittoria con una prestazione che dà fiducia condita da prestazioni individuali di livello. Speriamo con Scamacca di fare un lavoro importante che lo possa anche riportare in Nazionale”.
 
Palladino predica calma nei commenti e di portare pazienza: “Oggi abbiamo affrontato una squadra forte, con grandi individualità e forza fisica impressionante, guidata da un grande allenatore. Prima della gara avevo chiesto alla squadra coraggio e per gran parte del primo tempo è stato messo in campo. Purtroppo abbiamo sbagliato ancora troppe scelte nell’ultimo passaggio. Il rammarico è per aver subito il secondo gol poco prima dell’intervallo. Poi sul 3-0 ci siamo un po’ arresi. Però noi sappiamo che dobbiamo vincere non le partite come quella di oggi ma gli scontri diretti. Mota? Sappiamo che non è una prima punta e che lui soffre in quella posizione, ma a me in questo momento serve lì. I cambi non avrebbero migliorato la squadra? A parte Machìn nel finale, ho inserito dei ragazzi giovani. La politica societaria è quella di prendere dei giovani di prospettiva e di farli crescere. Abbiamo cercato di fare un mercato intelligente. A questi giovani va data massima fiducia. In trasferta abbiamo giocato contro Inter e Atalanta: ci sta che le squadre che lottano per la qualificazione alle coppe europee mettano in campo gente che hanno pagato fior di milioni e noi invece gente che dobbiamo crescere”.
 
Il Monza tornerà in campo dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali e precisamente domenica 17 settembre alle ore 15 all’U-Power Stadium contro il Lecce.
 
 
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Il Monza ricade malamente a Bergamo

ATALANTA-MONZA 3-0   Il Monza torna al Gewiss Stadium dopo 3 mesi ma la differenza di valori con l’Atalanta non cambia: sono sempre 3 i gol di scarto con cui gli orobici si aggiudicano il derby. Stavolta però la sconfitta fa più male perché non chiude una esaltante stagione, ma apre la nuova stagione col mercato chiuso, un mercato che ha evidentemente indebolito la squadra. Le partenze di Rovella e Carlos Augusto, in particolare